Si è spento martedì, dopo una breve malattia, all’età di 75 anni, Candido Lazzarin, artista di Brezzo di Bedero molto noto in paese. Una notizia che ha rattristato tutta la comunità, soprattutto amici e conoscenti, che lo hanno sempre stimato ed apprezzato prima come uomo e poi come artista.
Candido, classe 1946, per molti anni ha lavorato presso la Cariplo – Cassa di Risparmio delle provincie lombarde, era un uomo del sud, da parte di madre pugliese, e uomo del nord da parte di padre. Esponente di punta del gruppo artisti della Valtravaglia – si legge in una presentazione firmata da Bruno Soranzo -, che si riconoscevano nella cosiddetta “Arte Povera”, Lazzarin ha iniziato a scolpire nel 1982 da autodidatta.
Ben presto i suoi lavori lo hanno portato a superare i confini regionali ed internazionali, imponendolo all’attenzione della critica internazionale. Negli anni ’90 ha partecipato a numerose mostre, rassegne ed importanti manifestazioni nazionali, tra cui alla Biennale Internazionale Dantesta di Ravenna (era uno tra i pochissimi artisti italiani).
Nel 2000, invece, lo scultore luinese ha voluto dedicare la propria attenzione allo spirito del Giubileo. per questo ha preparato una selezione dei suoi lavori che, successivamente, è stata esposta a Brezzo di Bedero, nella celebre Canonica. Un atto d’amore verso il paese dove ha vissuto. Candido, però, era noto soprattutto per le sue stupende croci esposte in vari ed importanti luoghi religiosi, una delle quali è conservata in Vaticano.
“Lazzarin – scriveva l’intellettuale australiana Eileen Slarke – è un maestro dei suoi materiali ed è un esperto nel trovarli. La sua conoscenza della storia di ciascun oggetto è formidabile, mentre i suoi soggetti variano dal sacro al profano. I suoi lavori, particolarmente le croci, dimostrano un’originale maturità e sofisticatezza meritevoli di attenzione a livello internazionale. La sua arte è originale, diretta, culturale, mentre i processi fatti con l’abile lavoro manuale rivelano la sensibilità di un artista con una missione ed un messaggio che ha lo scopo di conoscere sia le presenti che le passate tecnologie, senza sacrificare un profondo amore per la natura”.
Ieri mattina si sono tenuti i funerali di Candido, che ha lasciato la moglie Mirvana, la figlia Lazia e la nipote Matilde. Al loro dolore si unisce quello di tutte le persone che lo hanno conosciuto in questi anni.
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