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Lavena Ponte Tresa | 8 Marzo 2021

Lavena Ponte Tresa: “La scuola è un mondo che non può essere chiuso”

L’appello dei genitori degli alunni di seconda elementare al dirigente scolastico: “I nostri bambini ne soffrono e anche voi. Le chiediamo di trovare una soluzione”

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L’ordinanza con cui lo scorso venerdì 5 marzo la Lombardia è stata inserita in zona arancione “rafforzato”, causando così la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, ha sollevato malumori in tutte le famiglie della regione, così come in quelle del Varesotto.

A Lavena Ponte Tresa è nata anche un’iniziativa di “protesta gentile” da parte dei genitori degli alunni delle classi 2A e 2B della scuola primaria “A. Manzoni”, volta a sensibilizzare tutta la comunità sull’importanza della scuola.

“La scuola non è un computer”, “No alla dad”, “Riaccendiamo il sorriso dei bambini”: queste sono alcune delle frasi che chiunque si trovi a passare nei pressi dell’istituto può leggere, scritte su diversi cartelli realizzati insieme ai bambini e affissi sulla recinzione esterna. Messaggi colorati, ma che riflettono tutta l’amarezza per una situazione che si protrae ormai da un anno.

Oltre a ciò, però, le famiglie degli alunni di seconda elementare hanno deciso di inviare una lettera al dirigente dell’Istituto Comprensivo di Lavena Ponte Tresa, il professor Natale Bevacqua, che riportiamo di seguito integralmente.

Egregio Dirigente Bevacqua,

A nome di tutti gli alunni e dei genitori della classe 2A e 2B della scuola Elementare di Lavena Ponte Tresa, che a distanza di un anno si ritrova nuovamente a dover riaffrontare tutta questa difficile situazione, riteniamo opportuno sottolineare lo sconforto e l’inadeguatezza alla repentina decisione riguardante la chiusura degli istituti scolastici.

In particolare troviamo inaccettabile che in una scuola come la nostra (covid-free da dicembre) la principale fonte di aggregazione e insegnamento socio culturale venga presa come capro espiatorio per l’aumento dei contagi, che ripetiamo nel nostro istituto essere inesistenti.

Riteniamo sicuramente la DAD uno strumento d’emergenza al quale ricorrere ove vi siano ovvi e inconfutabili presupposti per l’attivazione, ma pur sempre realmente complicato e difficile da gestire almeno nella prima e seconda elementare, soprattutto perché l’anno scorso in prima elementare i nostri figli sono riusciti ad andare a scuola pochi mesi, quest’anno si rischia altrettanto ed è proprio questo su cui vorremmo ragionare e trovare una soluzione diversa.

Sa bene anche lei che la didattica in presenza è la migliore fonte di apprendimento, d’educazione e di scambio che i nostri figli devono e soprattutto hanno il diritto di intraprendere. Il vostro ruolo di insegnanti, in qualche modo si deve far sentire perché non si può ogni anno ritrovarsi nella stessa situazione e ripartire da zero, i nostri bambini ne soffrono e anche voi lo sappiamo bene.

È importante che il vostro lavoro di assoluto valore non venga derubricato dietro lo schermo di un pc o di un tablet, perché il percorso formativo pedagogico è efficace solo se voi insegnanti abbiate la possibilità di condividere i vostri interessi, è fondamentale creare veri rapporti come stava accadendo, condividere passioni e processi educativi con i nostri figli.

Noi tutti genitori siamo sicuri che in cuor suo lei stesso si senta svilito da questa scellerata decisione, pertanto le scriviamo e le chiediamo di smuovere in qualche modo la situazione, trovare una soluzione che possa essere anche “parzialmente in presenza”, magari per le prime e le seconde elementari.

Sicuramente altri dirigenti scolastici come lei si ritrovano a dover gestire una situazione surreale al fronte di contagi pressoché nulli nelle proprie zone del bacino d’utenza scolastico, il messaggio deve partire proprio da voi, Opponetevi con forza a questa decisione, in quanto riteniamo davvero deplorevole dover descrivere la scuola ai nostri figli come fonte di rischio del contagio mentre passeggiano liberamente al centro commerciale.

Senza scuola il futuro non c’è e sa bene che la DAD non può essere una soluzione continua, la scuola e soprattutto i nostri figli e voi insegnanti e dirigenti non potete pagare per gli errori di un sistema irreparabile.

La ringrazio innanzitutto per l’attenzione e per come ha gestito fino ad oggi una situazione delicata e difficile.

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