Luino | 7 Marzo 2021

Luino, il messaggio domenicale di don Sergio: “Serve una fede capace di guardare al quotidiano”

Il prevosto invita la comunità di fedeli a “non lasciarsi ingannare da un dio che ci costruiamo noi”, ma a “pensare, operare, agire da figli di Dio”

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(don Sergio Zambenetti) Il cammino di conversione quaresimale continua con la terza domenica di Quaresima, che nella liturgia ambrosiana è chiamata la “domenica di Abramo”, nostro padre nella fede.

La pagina del Vangelo è caratterizzata da un dialogo drammatico, a volte aspro, tra i Giudei e Gesù, dove i primi si sentono giusti e integri nella fede, chiusi di fronte alla Parola rinnovatrice di Gesù, che porta a compimento le profezie antiche, realizzandole attraverso segni eloquenti di conversione, guarigione, proclamazione della misericordia di Dio.

In Gesù si vede la possibilità di essere liberati dal male oscuro del peccato e dalla presunzione di sentirsi proprietari della verità assoluta. Gesù avverte: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”, perché la tentazione di vivere una religiosità fatta solo di riti, di feste, di tradizioni è grande ancora oggi. Ciò che invece chiede Gesù è una fede capace di guardare con gli occhi di Dio ciò che accade nel quotidiano, costruendo il Regno di Dio, dove la pace, la giustizia, l’amore, la libertà, la verità siano alla base di ogni opera e di ogni relazione interpersonale.

In concreto, vuol dire pensare, operare, agire da figli di Dio, così come ci ha insegnato Gesù, facendo del Vangelo la vera nuova e bella notizia per la nostra storia contemporanea. Ma ciò significa credere in Gesù fidandosi della sua parola, che ancora oggi è rivoluzionaria, perché si scontra con la mentalità mondana e con l’idea di un Dio che rischiamo di costruirci noi e che non è quello rivelatoci da Gesù stesso.

Qui sta la conversione, nel non lasciarsi ingannare da un dio che ci costruiamo noi, come avevano fatto gli ebrei nel deserto, quando il vitello d’oro aveva preso il posto del vero Dio, che li aveva tratti fuori dalla schiavitù d’Egitto e li stava accompagnando verso la Terra promessa. Il vero Dio ci è stato rivelato da Gesù, il Figlio amato, venuto nel mondo per compiere la salvezza del Padre e aprire all’uomo la strada della vita eterna, in un atteggiamento di ascolto della Parola e di totale fiducia nella sua volontà.

L’inizio della novena di S. Giuseppe, il prossimo 10 marzo, ci aiuti a vivere con totale abbandono alla volontà del Padre e in una costante accoglienza di Gesù nella nostra vita, come questo grande ed umile santo ha fatto.

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