Viggiù | 5 Marzo 2021

Covid, a Viggiù si chiude la vaccinazione di massa: l’immunità di gregge è vicina

ieri l'ultimo giorno, con 600 convocazioni. Nessun allarme dal fronte varianti, con 3 mila persone "protette" ora c'è un'arma in più per limitarle

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Con seicento prestazioni programmate si è chiuso ieri il piano di vaccinazione di massa rivolto ai residenti di Viggiù, voluto dalle autorità sanitarie locali a seguito del focolaio Covid partito dall’istituto comprensivo del paese e dei diversi casi di variante successivamente identificati.

Il personale sanitario dell’Asst Sette Laghi che ha prestato servizio presso il centro vaccinale della Valceresio negli ultimi cinque giorni, insieme al gruppo di volontari della Protezione civile, è riuscito nell’intento di rispettare la tabella di marcia designata.

Su 3.185 residenti individuati per la somministrazione, il conteggio dei vaccinati – prima di dare il via alla giornata conclusiva – aveva raggiunto quota 2.549. In attesa dei dati definitivi sull’attività – le impressioni registrate nell’arco della settimana sono state comunque incoraggianti e le percentuali di adesione sui singoli giorni hanno raggiunto picchi anche del 90% – l’amministrazione comunale e l’azienda socio sanitaria, che ha fornito il personale e le dosi del siero, possono iniziare a considerare con ottimismo il traguardo dell’immunità di gregge.

“I soggetti esclusi dal conteggio sono circa duemila, tra i minorenni, le persone che sono già state positive e quelle in isolamento, ma la soglia del 70% di vaccinati, per avvicinarsi all’immunità di gregge, è ora raggiungibile – commenta il dottor Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di Ats Insubria – ed è questo il dato che ci consentirà di limitare il più possibile la diffusione delle varianti sul territorio”.

A proposito di mutazioni del virus, c’è una ulteriore buona notizia in uscita da Viggiù, a margine di una settimana che è stata intensa per l’attività di vaccinazione svolta ma anche sotto il profilo del monitoraggio. I laboratori dell’Asst Sette Laghi non hanno messo a referto nuovi casi di varianti”sconosciute“, rintracciate durante gli approfondimenti della scorsa settimana.

E’ la natura di questo virus che porta a simili variazioni – spiega in conclusione il dottor Catanoso -. Il virus, una volta nell’organismo, può subire una sorta di anomalia che conduce ad alcuni cambiamenti nella sua struttura. Questi cambiamenti, nella maggior parte dei casi sono momentanei e inefficaci. In altre parole, conducono all’estinzione. Quando invece il virus riesce a sfruttare i recettori delle cellule, può diventare più contagioso”.

Ipotesi quest’ultima che, almeno per il momento, appare lontana rispetto ai casi riscontrati sette giorni fa a Viggiù, dove l’attenzione, anche sotto questo profilo, resta massima.

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