Varese | 4 Marzo 2021

Covid, Varesotto: “Nelle scuole incremento significativo dei contagi”

La chiusura degli istituti, con la zona arancione rinforzata, arriva in un momento delicato per il territorio. Segnalazioni e numero di quarantene continuano a crescere

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La crescita dei casi Covid nelle scuole della provincia di Varese è costante dalla fine di gennaio ma da alcune settimane, soprattutto per quel che riguarda gli istituti superiori, l’incremento si è fatto pesante.

Non è un caso che la recente decisione di Regione Lombardia di passare alle restrizioni della cosiddetta zona “arancione rinforzata” coincida in parte proprio con il mondo scolastico. Le aule resteranno vuote almeno fino al 14 marzo, le lezioni in presenza rimpiazzate dalla didattica a distanza.

Negli ultimi sette giorni, in base alle rilevazioni di EmerCovid Scuole, il numero totale delle segnalazioni è passato da 3.145 (settimana scorsa) a 4711. Le classi complessivamente coinvolte da almeno un caso di coronavirus, dalla scuola dell’infanzia al liceo, sono 132. La situazione più delicata, come detto, è costantemente quella degli istituti secondari di secondo grado. Le persone in isolamento fiduciario, tra alunni e personale, sono passate da 656 a 729 in una settimana, con 52 classi coinvolte.

Numeri più bassi, ma comunque oggetto di un costante monitoraggio, per gli istituti provinciali appartenenti agli altri gradi. Per le scuole dell’infanzia i soggetti in isolamento sono 604 (28 strutture coinvolte); per le medie 512 persone e 24 classi; per le elementari 632 persone e 28 classi.

“La chiusura delle scuole è la principale misura prevista dalla zona arancione rinforzata – sottolinea il dottor Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di ATS Insubria – anche perché le situazioni che si verificano quotidianamente in ambito scolastico sono tra le più pericolose, dal punto di vista dei contagi. Non parlo di ciò che avviene nelle classi – precisa il direttore dell’Agenzia – ma degli scambi e delle interazioni che si verificano nei momenti di ingresso e uscita“.

I prossimi dieci giorni rappresentano quindi un importante test, che inciderà anche sulle implicazioni riguardanti la variante inglese, il cui livello di contagiosità – è ormai appurato – risulta essere maggiore tra bambini e giovani. Quello che ancora divide nel dibattito, non solo scientifico, sul Covid è il ruolo delle scuole come punto di partenza nella diffusione del contagio. La linea, a questo proposito, varia da paese a paese e se molti governi europei hanno scelto la strada intrapresa dall’Italia (penalizzando a più riprese la didattica in presenza) altri, come ad esempio Francia e Spagna, hanno posto l’attività di classe in cima alla lista degli aspetti prioritari da tutelare, fin dall’inizio della pandemia.

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