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Roma | 23 Febbraio 2021

Il luinese Massarenti (Unimpresa): “Chiediamo al Governo impegni per ristori a settore sportivo”

Il presidente: "L'auspicio è che il governo possa guardare con la stessa focale alla vita di questi operatori". In Italia oltre 20 milioni di persone praticano sport

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Ci reputiamo i portavoce di tutte le partite Iva che lavorano nel settore dello sport e vorremmo sapere quali saranno le manovre del governo per far ripartire lo sport, capire se tutte le attività riceveranno i ristori promessi. Segnaliamo che il bonus per collaboratori sportivi promesso dal secondo Governo Conte è fermo in attesa di un suo cenno per denari che nemmeno basteranno a pagare le bollette di molti di questi stabilimenti”. È quanto scrive il presidente di Unimpresa Sport, Marco Massarenti, in una lettera inviata oggi al Presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi.

“Non solo non si sono visti i contributi promessi, ma nel settore vi sono coloro che attendono ancora i ristori di varie mensilità del 2020. Con grande dispiacere in questi giorni di presentazione dell’attuale governo non ho sentito mai menzionare il ruolo fondamentale dello sport per la salute e il benessere della persona, ripeto, salute e benessere, mai menzionare quale siano le linee guida per la ripresa delle attività” aggiunge Massarenti.

Secondo il presidente di Unimpresa Sport “in Italia 20.738.000 sono le persone che praticano sport. Numeri grezzi, questi, che andrebbero sviscerati per età, per profili di pratica (continuativa o saltuaria), ma che fanno riflettere benché non ci pongano tra i Paesi leader”.

“Ecco, il nostro auspicio, come Unimpresa Sport, è che il governo possa guardare con la stessa focale alla vita di questi operatori dietro alle quali vi sono famiglie che solo per dignità non vogliamo dire essere ‘alla fame’. Ma, ripetiamo, lo dico anche operando in un settore sanitario, queste azioni devono essere motivate anche dalla salute, dal benessere che le attività sportive danno ai nostri ragazzi, a quelli meno giovani che nelle palestre fanno vere e proprie terapie per rimanere in piedi, deambulare e che – poiché i reparti non sono operativi – non possono nemmeno accedere alle aree ospedaliere per la riabilitazione”, conclude la nota.

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