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Brezzo di Bedero | 22 Febbraio 2021

Giù il presepe di Brezzo: “Siamo un paese tenace, troveremo un modo per festeggiare ancora in Canonica”

La sindaca Campagnani commenta quanto sta avvenendo. L’autore della segnalazione al Comune: “Non sono uno sceriffo, l’intento è la tutela dell’ambiente e del paesaggio”

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La notizia dello smantellamento delle casette con le quali, per quarant’anni, è stato realizzato il presepe vivente di Brezzo di Bedero ha sollevato un’intera comunità locale.

Una lunga tradizione, quella della sacra rappresentazione, che per anni ha attirato nel periodo natalizio, sul grande prato antistante la canonica di età romanica, tantissime persone desiderose di vivere quell’atmosfera suggestiva resa possibile dal grande lavoro dei molti volontari e che ora sembra davvero destinata all’addio definitivo.

Certamente, nel tempo, il numero di coloro che si sono prestati ad allestire la natività è calato e le piccole costruzioni in legno che ospitavano i personaggi del presepe – forse anche per risparmiare una fatica a chi se ne occupava – non sono più state smantellate, entrando quasi in maniera del tutto naturale a far parte del paesaggio di quel piccolo angolo della Valtravaglia nonostante i vincoli ai quali l’area si trova sottoposta.

Perché, dunque, farle abbattere proprio ora? Non c’era un altro modo per intervenire? – sono le domande che ricorrono in molti dei commenti – dai toni amareggiati e delusi (talvolta anche più polemici) – che si leggono sui social network in questi giorni.

“Il nostro sceriffo ha colpito ancora e ha colpito duro – ha commentato la sindaca di Brezzo di Bedero, Mariagrazia Campagnani – Ha puntato la sua denuncia sulla irregolarità delle costruzioni rappresentative di una tradizione storica che univa gli abitanti di Brezzo di Bedero e dei Comuni limitrofi la notte di Natale”.

“La festa della Natività con il Presepe Vivente è stata per anni una ricorrenza gioiosa, simbolo religioso e di fratellanza paesana in un clima di allegria e di gioiosità. L’Amministrazione deve rispettare le leggi e niente s’è potuto fare per evitare la distruzione del Presepe, ma noi siamo un paese tenace che non s’arrende e qualcosa troveremo e ci inventeremo per festeggiare ancora in Canonica la festa di Natale con ancor più determinazione, gioia, speranza e solidarietà”, ha concluso la prima cittadina.

A rispondere a Campagnani, sempre sui social network, è stato anche l’autore della segnalazione di “abusività” dei manufatti presentata in Comune, che ha fatto scattare le verifiche e, infine, la decisione da parte della proprietaria del terreno di far smantellare tutto: “Ho sempre considerato la Canonica ed il suo aspetto circostante un luogo sacro da tutelare. Non mi sono alzato una mattina con il disegno di distruggere il presepe come afferma qualche lettore distratto o impedito, non era nelle mie intenzioni, ma di tutelare l’ambiente e il paesaggio circostante. Ricordo che il primo presepe venne fatto a Muceno davanti al circolo, poi venne spostato nel prato prospiciente alla Nastex ed in entrambi i casi veniva smontato dopo l’Epifania, non si capisce perché questo non si faccia in Canonica dove ci sono dei vincoli paesaggistici stringenti che non autorizzano alcun precario in pianta stabile tutto l’anno. Perciò respingo qualsiasi accusa di voler eliminare il presepe vivente, non l’ho mai detto e scritto, come e respingo tutte le accuse e chiedo solo il rispetto delle regole vigenti ed evitare che in futuro, in caso di condoni, si possa costruire in un luogo così bello. Ribadisco che le soluzioni ci sono per non interrompere questa tradizione costruendo moduli smontabili come ho già ampiamente proposto pertanto non mi si accusi di voler affossare il presepe… non mi presto a simili strumentalizzazioni”.

“Non sono uno sceriffo – conclude rivolto alla sindaca – sono solo un cittadino che è intervenuto dove Lei sarebbe dovuta intervenire essendo sindaco responsabile del territorio e quindi pubblico ufficiale sensibilizzando gli organizzatori al rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti”.

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