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Luino | 20 Febbraio 2021

Valli del Verbano, l’assessore Cattaneo visita il territorio: sfide future e priorità

L'esponente regionale ha fatto il punto sulla bonifica dell'ex conceria tra Brenta e Cittiglio, ora più vicina, e sui bandi per investire in biodiversità e rinnovabili

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Entro i prossimi messi lo stallo burocratico che ha fino a qui impedito l’inizio della bonifica della ex conceria Fraschini, situata tra Cittiglio e Brenta, dovrebbe risolversi. E’ quanto è emerso da un incontro avvenuto questa mattina tra l’assessore all’Ambiente della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, e i vertici della Comunità montana valli del Verbano.

L’ente locale guidato dal sindaco di Rancio Valcuvia, Simone Castoldi, già nel 2019 aveva ricevuto l’ok dal Pirellone per un importante finanziamento destinato alla messa in sicurezza della vasta area collocata alle porte della Valcuvia.

Un’operazione necessaria per eliminare i rifiuti inquinanti presenti all’interno, rallentata però dalla procedura fallimentare in corso e dalle trattative con la proprietà privata, finalizzate ad ottenere i permessi per poter passare alla fase di rimozione e smaltimento delle sostanze nocive.

Tali trattative sono ben avviate, secondo quanto affermato dall’assessore Cattaneo, e la buona notizia è che lo stanziamento da quasi 800 mila euro è stato confermato. Una volta completata la prima fase di bonifica, spetterà alle amministrazioni comunali valutare ulteriori interventi utili anche ad un eventuale riutilizzo degli spazi, su cui resta attivo un monitoraggio costante, grazie al quale tramite Arpa si è giunti ad escludere situazioni di particolare criticità.

L’incontro con l’assessore regionale è servito inoltre per parlare del futuro del territorio e delle iniziative improntate allo sviluppo delle valli del nord Verbano sotto il profilo delle politiche ambientali e climatiche.

Uno sviluppo che dovrà tenere conto delle possibilità legate ai bandi regionali. I temi sul tavolo sono tanti, dalla biodiversità alla rimozione dell’amianto, dall’impiego delle energie rinnovabili alla valorizzazione delle aree naturali di confine, senza dimenticare il fattore che più di tutti influenzerà i margini di crescita: la capacità di mettere insieme progetti ambiziosi per sbloccare le risorse europee provenienti dal Recovery fund, il piano da oltre 200 miliardi (per il 40% circa dedicato proprio all’ambiente e alle sue sfide) relativo alla ripresa post pandemia.

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