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Varese | 12 Febbraio 2021

Covid in provincia, aumentano le quarantene per le classi dei licei

La tendenza accomuna i territori di Varese e Como, mentre dall'ATS arriva l'appello ai giovani sul tempo libero: "Non siate incoscienti"

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Lieve aumento nel numero dei nuovi positivi al Covid sul territorio della provincia di Varese. Il dato emerge dal monitoraggio settimanale di ATS Insubria sulla pandemia, che ha registrato un ritorno al segno “più” dopo una progressiva diminuzione dei casi iniziata dalla metà di gennaio.

L’entità del cambiamento non è impattante. Dalla metà dello scorso mese, con 1377 nuovi positivi, si è passati prima ai 1294 della settimana dal 21 al 27 gennaio, e successivamente ai 1024 nuovi positivi messi a referto tra il 28 gennaio e il 3 febbraio. A conclusione di questa settimana, la tabella del monitoraggio segna +1.121 nuovi positivi, con un numero di tamponi che dalla metà dello scorso mese oscilla costantemente tra i 15 mila e i 16 mila a settimana.

Le novità più rilevanti arrivano però dal versante scolastico. Le quarantene nei licei del territorio insubrico (province di Varese e Como) sono progressivamente aumentate dalla riapertura. Negli istituti delle secondarie di secondo grado le quarantene sono passate da quota 116 a fine gennaio, a quota 529 nel periodo di osservazione compreso tra il 4 e il 7 febbraio. Per le scuole medie, nello stesso periodo, si è passati da 571 casi a 908. Seguono le scuola dell’infanzia (da 614 a 812) e le elementari (da 939 a 732).

Una parentesi legata sempre al mondo giovanile ma più specificamente alla gestione del tempo libero, riguarda il “fattore aperitivi”. “Passeggiando per il centro di Varese tra le 17 e le 18 ho notato un grande affollamento nelle aree esterne ai locali – racconta il dottor Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di ATS Insubria -. La maggior parte dei ragazzi si atteneva alle regole, mentre altri incoscienti stavano in gruppetti a chiacchierare senza mascherina, a bere, ridere, scherzare e perfino cantare, senza prestare la minima attenzione alle misure anti contagio”.

Il dirigente dell’Agenzia, che dalla riapertura delle scuole segue con apprensione il rapporto tra giovani e Covid, sul punto non transige. “Questi incoscienti – ribadisce – devono capire che con il loro atteggiamento rischiano di infettare genitori, nonni e altri parenti vulnerabili che possono essere esposti alle conseguenze peggiori del virus. Certi atteggiamenti vanno stigmatizzati e limitati il più possibile”.

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