Qual è lo stato della procedura di rimborso degli abbonamenti di Trenord non utilizzati lo scorso anno a causa del Covid? Il tema è stato discusso questa mattina durante l’audizione in commissione regionale Trasporti con l’assessore Claudia Terzi.
“Ormai è assodato: Regione Lombardia, nonostante tutti i pasticci comunicativi di Trenord segnalati da centinaia di pendolari, non ha intenzione di rimborsare gli abbonamenti annuali a tutti coloro che nel 2020, tra marzo e agosto, non sono più riusciti ad utilizzare il servizio”, ha commentato il consigliere del Partito democratico Samuele Astuti a margine dell’audizione.
Sono poco più di 18 mila le richieste soddisfatte, a fronte delle circa 25 mila richieste complessivamente presentate ma risultate in parte incomplete, e dunque bloccate. Tra le richieste evase sarebbe inoltre sorta una ulteriore criticità, evidenziata dal consigliere dem: il mancato rimborso di molti pendolari a cui era stata riconosciuta la regolarità della procedura.
“Il rimborso – ha specificato Astuti, riassumendo l’iter – è stato applicato esclusivamente agli utenti che hanno presentato domanda per i mesi di marzo e aprile, ma non è stato applicato a quelle centinaia di pendolari a cui Trenord, tramite assistenza telefonica, aveva assicurato la possibilità di chiedere il rimborso senza limiti di sorta per tutto il periodo in cui non era stato utilizzato l’abbonamento. Successivamente, a seguito delle decisioni assunte da Regione, la posizione dell’azienda è cambiata e il rimborso è stato confermato solo per i mesi del lockdown e solo tramite voucher, nulla per i messi successivi che comunque scontavano la presenza di misure di contenimento del Covid, come lo smart working”.
In sede di bilancio, a luglio e successivamente nel mese di dicembre, il gruppo Pd aveva chiesto alla Regione di farsi parte attiva nella vicenda e stanziare adeguate risorse per promuovere delle soluzioni.
“Richieste che purtroppo non sono state accolte – ha sottolineato ancora Astuti -. Per quanto riguarda invece i rimborsi del 2021, la Regione non si espone e aspetta le linee del governo. Eppure, le aziende del trasporto pubblico, tra cui Trenord, possono prevedere ulteriori modalità integrative per rimborsare coloro che non hanno potuto utilizzare il titolo di viaggio già acquistato a causa del Covid. E certamente non è sufficiente la modalità prevista da Trenord di rinuncia al viaggio che contempla la consegna della tessera direttamente in biglietteria”.
Diversa la posizione dell’assessorato lombardo, la cui responsabile ha ricordato la fase di stallo generata dalla necessità di attendere indicazioni ministeriali circa i metodi per corrispondere gli indennizzi.
“Ma perché dobbiamo aspettare le linee governative nazionali, se Trenord è di Regione Lombardia?” ha domandato in conclusione Astuti. “Purtroppo queste macchinose procedure e lungaggini burocratiche non invogliano certo gli utenti a sottoscrivere nuovi abbonamenti che, infatti, già dallo scorso settembre, risultano calati in modo drastico. E questo non giova a nessuno, tantomeno ai pendolari”.
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