La Lombardia, come più volte affermato da ieri, sarà in zona rossa da domani, domenica 17 gennaio. Si tratta di una decisione che impone le massime misure restrittive per cercare di evitare la diffusione e il contagio da Covid-19 in una delle regioni più martoriate dal virus in questi mesi.
Mentre il presidente Attilio Fontana ha annunciato ricorso al Tar e i sindaci di alcune città hanno richiesto una deroga, le disposizioni entreranno in vigore sin da domani e ad essere interessate sono soprattutto le scuole di ogni ordine e grado.
Nello scenario lombardo (“massima gravità e da un livello di rischio alto”) potranno andare a scuola, a seguire le lezioni e i servizi didattico-educativo in presenza, gli alunni della scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Questo dovrà avvenire, però, seguendo tutte le normative in vigore, indossando i dispositivi di protezione, eccezione fatta per i bambini con età minore di 6 anni.
Per tutti gli altri, invece, seconda, terza media e superiori didattica a distanza. In ogni caso, però, si potrà svolgere attività in presenza nel caso in cui sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali.
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