Mentre prosegue la prima fase di vaccinazione, con le autorità che contemporaneamente stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli per la partenza della seconda, quella in cui si aprirà alle prenotazioni per i soggetti over 85 autonomi, la Svizzera è alle prese con il fenomeno dei vaccini Covid contraffatti.
Le segnalazioni fanno riferimento a finti sieri venduti in rete da truffatori che si nascondono dietro l’immagine rassicurante del medico, oppure sfruttano i portali online messi appositamente in funzione per promuovere i prodotti di finte farmacie.
“Molto spesso i prodotti sono contraffatti – si apprende da Swissmedic, autorità di omologazione e controllo dei dispositivi medici, intervenuta sul tema a seguito dei primi campanelli d’allarme – non contengono alcun principio attivo oppure contengono sostanze pericolose che destano preoccupazioni o che possono mettere a repentaglio la salute. Oltretutto non è raro che, dopo il pagamento della merce, all’acquirente non venga consegnato nulla”.
In merito ai tentativi di estorcere denaro facendo leva sui sentimenti di preoccupazione e timore legati all’emergenza pandemica è bene sottolineare un ulteriore aspetto. L’operatore sanitario resta un tramite indispensabile per la somministrazione del vaccino che, nel caso del siero Pfizer, quello attualmente impiegato anche oltre confine, necessita di essere conservato ad una temperatura di -70 gradi. Dopo lo scongelamento segue la diluizione e la preparazione delle dosi. Non si tratta di procedure “fai da te” da affidare a privati cittadini in attesa della cura.
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