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Italia | 11 Gennaio 2021

Covid e scuola, “Riaprire al più presto le superiori, Regioni si attrezzino”

La ministra Azzolina su Radio Rai1: “La dad non funziona più. I ragazzi hanno bisogno di socialità”. Tante le manifestazioni degli studenti, oggi, in tutta Italia

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“Dobbiamo al più presto riaprire le scuole superiori. Trasporti adeguati e tamponi rapidi. Le Regioni devono attrezzarsi, devono scegliere di dare priorità ai propri giovani”: a dichiararlo è la deputata dem Rosa Maria Di Giorgi, membro della presidenza del gruppo Pd alla Camera e componente della commissione Cultura.

“Grazie ai sindaci e ai prefetti della Toscana e delle altre Regioni che si sono fatte trovare preparate – prosegue Di Giorgi – Il rischio zero non esiste, ma va affrontato. I ragazzi stanno manifestando davanti alle scuole”: sono infatti riprese oggi le mobilitazioni degli studenti delle scuole secondarie superiori in diverse città italiane, per chiedere un immediato rientro in classe che, come nel caso della Lombardia, è stato invece posticipato al 25 gennaio.

La deputata Di Giorgi porta l’esempio della Toscana chiedendo uno sforzo anche nel resto d’Italia: “Oltre 300 autobus aggiuntivi, controlli alle fermate. Sì può fare. Impegno collettivo straordinario a fianco dei nostri studenti: questo è richiesto, lo si faccia senza indugio. Mi appello ai governatori: mandate in aula i nostri ragazzi. Valuteremo le conseguenze con una stretta vigilanza sui comportamenti. I genitori e i ragazzi collaborino, siano responsabili per sé, per gli altri e per le loro famiglie”, conclude.

“È difficile per gli studenti comprendere perché non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazioni” ha affermato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ai microfoni di Radio Rai1 questa mattina. “Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Si fa l’errore di credere che la scuola non produca incassi: se io chiudo un negozio so purtroppo quanto ho perso, sulla scuola questo discorso non si fa, ma i costi sono altissimi. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c’è un blackout della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati e sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”.

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