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Luino | 9 Gennaio 2021

Giudice di pace di Luino, “I servizi si mantengono se utili ai cittadini, non per mero prestigio”

La vicesindaca Sonnessa risponde a Pellicini: “I costi gravano interamente sul Comune, serve compartecipazione di tutti. No a chiusure, va implementato il servizio”

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Nella giornata di ieri è stato l’ex primo cittadino di Luino, l’avvocato Andrea Pellicini, a sollevare il tema del locale ufficio del Giudice di Pace chiedendo di sensibilizzare, attraverso una raccolta firme, il Comune e il Tribunale di Varese per sollecitarli a intervenire affinché non vada perso un servizio pubblico utile a tutti le persone che vivono nel Luinese.

Oggi, sabato 9 gennaio, è la vicesindaca (e anch’ella avvocata) Antonella Sonnessa a intervenire in risposta a Pellicini – attualmente membro dell’opposizione in consiglio comunale all’interno del gruppo “Sogno di Frontiera” – ritenendo “doveroso aprire una riflessione con dati alla mano, al di là dei proclami”.

“Nel 2013, revisionando le circoscrizioni giudiziarie, lo Stato aveva già provveduto alla soppressione del Giudice di Pace di Luino. Era prevista però la possibilità da parte degli enti interessati, anche consorziati tra loro, di richiedere il mantenimento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia, inclusi i costi del personale amministrativo. Così ha deciso di fare l’amministrazione Pellicini nel 2013”, spiega la vicesindaca.

“Ma quali sono stati e quali sono i costi di questo Ufficio sopportati interamente dal Comune di Luino e quindi dai suoi cittadini? – si chiede Sonnessa. “67.500 euro iniziali per la riorganizzazione degli spazi, 18mila di spese annuali di manutenzione e 73mila circa per il costo annuale dei tre dipendenti comunali (del solo Comune di Luino). La competenza territoriale del Giudice di Pace di Luino comprende 24 comuni per un totale di circa 55.300 abitanti, di cui 14.500 sono luinesi. Il totale delle spese grava però sui cittadini luinesi”, ribadisce l’avvocata.

Quante cause gestisce l’Ufficio? Poche se si pensa che ad esempio nel 2017 ci sono state 26 giornate di udienze civili, nel 2018 sono state 18 e nel 2019 sono state solo 16…”, continua, ribadendo come l’intenzione dell’amministrazione Bianchi non sia quella di chiudere un servizio pubblico, “ma di fare una valutazione costi-benefici nell’interesse dei luinesi, che da soli sopportano da anni il costo del Giudice di Pace pur essendo sovra comunale. Come mai – domanda nuovamente Sonnessa – in tutti questi anni non ci si è mai attivati per chiedere almeno una compartecipazione delle spese agli altri Comuni sensibilizzandoli sulla questione? Perché non si è mai pensato di potenziare i servizi che sono andati man mano diminuendo? In Piemonte, ad esempio, hanno aperto gli “Sportelli di prossimità” che potrebbero portare alcuni servizi ora accentrati a Varese, vicino ai nostri concittadini”.

“L’amministrazione Bianchi, seppure insediata da pochi mesi, ha già incontrato il Presidente del Tribunale di Varese, la Giunta della Comunità Montana (che attualmente partecipa alle spese di riscaldamento della struttura) e a breve incontrerà i Sindaci dei comuni limitrofi per una riflessione comune sul tema. Non serve raccogliere ora le firme degli avvocati – conclude la vicesindaca – è più utile attivarsi per implementare il servizio giustizia e chiedere una compartecipazione nelle spese, consorziandosi con gli altri Comuni che beneficiano del servizio e magari sentire, dati alla mano, cosa ne pensano non gli avvocati, ma i cittadini luinesi”.

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