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Varese | 8 Gennaio 2021

Covid, situazione contagi: dopo le feste i numeri sono peggiorati

I primi dati documentano una crescita delle infezioni dovuta ai maggiori spostamenti. Da ATS il richiamo alla responsabilità, Catanoso: "Non siamo ancora al sicuro"

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Il dopo festività tradotto sul piano della resistenza al coronavirus manda i primi messaggi al territorio insubrico, raccolti ed elaborati da ATS all’interno di uno scenario che oggi è meno buono rispetto a quello delle ultime settimane.

Prestare attenzione” è il monito che emerge dalla situazione nelle province di Como e Varese dove l’Rdt, l’indice di replicazione diagnostica, ovvero il parametro che, tenendo conto della data in cui viene riconosciuta la positività di un soggetto, descrive l’intensità dello sviluppo della frequenza di casi Covid, è tornato a crescere. Un elemento su tutti è indicativo della tendenza: nella settimana da Santo Stefano al primo gennaio, su 13.640 tamponi i nuovi positivi in provincia erano 1.458, mentre negli ultimi sette giorni, dal 2 gennaio ad oggi, su 13.935 test i nuovi positivi messi a referto sono diventati 1.602. Se nel periodo che ha preceduto il Natale tale cifra stava progressivamente scendendo, ora ha ripreso a salire.

Un aumento legato ad un altro fattore che nelle ultime ore ha ripreso centralità nelle cronache, non solo territoriali ma anche nazionali, relative al contesto pandemico: undici regioni hanno superato la soglia di allerta (30%) per i posti in terapia intensiva. La Lombardia ha raggiunto quota 38%.

“La crescita delle infezioni – spiega il dottor Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di ATS Insbria – è sicuramente legata ad una maggiore circolazione delle persone, e dunque del virus, durante i giorni delle feste. La prospettiva di una vaccinazione, non più così lontana, non deve trarre in inganno le persone, soprattutto a livello psicologico. Non siamo al sicuro – precisa il direttore sanitario dell’Agenzia -, non siamo immuni e tutti gli accorgimenti anti contagio restano di fondamentale importanza, in particolare per quel che riguarda i giovani che non devono abusare della possibilità di spostamento e di incontrare privatamente altre persone”.

L’alto Varesotto con i suoi piccoli Comuni è stato direttamente interessato – e lo è tuttora – dalla misura deroga per gli spostamenti, anche nei giorni di zona rossa, verso Comuni diversi da quello di residenza purché nell’arco di trenta chilometri. Circostanza che ha consentito – e consente – di recarsi presso soggetti che non appartengono al proprio nucleo familiare, e che dà vita – in mancanza di attenzione e senso di responsabilità – a possibili situazioni di rischio.

Quanto tale circostanza abbia inciso durante il periodo di Natale, lo si scoprirà a breve. Quel che è certo è che le prime indicazioni non sono incoraggianti. Un altro segnale della necessità di prevenire sconvolgimenti, rendendo prioritarie certe precauzioni, arriva dalla decisione di Regione Lombardia di posticipare il rientro in aula per gli studenti degli istituti superiori.

“Il rinvio – aggiunge in conclusione il dottor Catanoso – consentirà di organizzare nel modo più efficiente possibile il sistema dei trasporti, ma anche di ottimizzare la gestione delle fasi che precedono e seguono l’ingresso e l’uscita da scuola. Quelle che da tempo mi preoccupano di più”.

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