Ventiquattro ore di zona arancione separano l’Italia dal rientro in zona rossa, previsto per le giornata di domani, martedì 5 gennaio, e per mercoledì 6, giorno dell’Epifania (pre festivo e festivo, come stabilito dall’ultimo decreto Natale).
Per tutta la giornata di oggi i negozi resteranno aperti. Ancora chiusi al pubblico, invece, bar e ristoranti che potranno lavorare soltanto con il servizio d’asporto e le consegne a domicilio. In vigore la deroga per fare visita ad amici e parenti fuori dai confini comunali (un’uscita al giorno, massimo due adulti insieme), così come quella per i piccoli Comuni (spostamenti tra territori con meno di 5 mila abitanti, in un raggio di 30 chilometri fatta eccezione per i capoluoghi di provincia).
Nel frattempo resta aperto il dibattito interno al governo su quello che succederà dopo il 7 gennaio e a conclusione del prossimo weekend (9 e 10 gennaio) per il quale è già stata designata la zona rossa. Le ipotesi al momento sono due: zona rossa per tutti i giorni festivi e pre festivi con possibilità di spostamento tra piccoli Comuni, sulla base di quanto è attualmente in vigore, oppure il ritorno alle tre fasce pre natalizie dal 7 gennaio, ma con limiti più stretti in rapporto all’indice di contagio (rt) dei singoli territori. La zona arancione, secondo gli scenario al vaglio, scatterà con l’rt ad 1 (non più ad 1,25), quella rossa con l’indice all’1,25 (non più all’1,50).
Con oggi parte inoltre ufficialmente, in tutta la Lombardia, la fase 1 di somministrazione del vaccino di Pfizer – BioNTech, indirizzata al personale sanitario e ai residenti delle rsa.
Il processo che coinvolge oltre 340 mila persone sarà completato, secondo le stime odierne, entro il mese di febbraio (prima e seconda vaccinazione per ogni soggetto). Da qui alla fine del prossimo mese, il numero di somministrazioni quotidiane aumenterà progressivamente fino a raggiungere la soglia delle 15 mila inoculazioni. A marzo, sempre stando ai parametri attuali, inizierà la distribuzione del vaccino ad ultra ottantenni e altri soggetti a rischio. Ma la tabella di marcia (con un occhio costantemente puntato al lavoro degli altri principali produttori di vaccino, per un aumento nella disponibilità di dosi considerato fondamentale) resta ancora tutta da definire.
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