Dopo aver valutato in modo approfondito la situazione epidemiologica attuale – che resta preoccupante in ragione dell’elevato numero di contagi e della presenza, accertata anche in Svizzera, della variante inglese e di quella sudafricana – il Consiglio federale è giunto alla conclusione che i provvedimenti anti Covid adottati il 18 dicembre scorso sono adeguati, e non è quindi necessario, almeno alla stato attuale, procedere con un ulteriore inasprimento.
I criteri per un nuovo innalzamento delle misure protettive, dopo la decisione di chiudere ristoranti, luoghi di cultura e strutture sportive, non sono al momento soddisfatti e se ne riparlerà dunque dopo il 6 gennaio, a seguito della prossima valutazione sull’andamento dell’emergenza sanitaria.
Il tasso di riproduzione del virus oltre confine è inferiore a 1 (0,86 già il 18 dicembre). Le autorità sanitarie hanno registrato un calo di nuove infezioni, dovuto però al minor quantitativo dei test effettuati nel periodo delle festività, così come al ritardo nelle notifiche dei nuovi casi.
L’Ufficio federale della sanità pubblica è al lavoro per intensificare l’attività dei test e gli sforzi per il tracciamento. La situazione resta sotto stretto monitoraggio e le ipotesi di provvedimenti supplementari verranno a breve rivalutate anche in funzione della circolazione in molti paesi europei delle mutazioni del virus (tra cui appunto quella inglese e quella africana). Sono state identificate in ben ventisei stati, ma non hanno fino a qui mostrato inequivocabili segni di una maggior gravità.
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