I primi saranno i soggetti particolarmente a rischio, ossia gli anziani e le persone malate. Subito dopo toccherà ai professionisti della salute e a chi convive con soggetti vulnerabili.
L’Ufficio federale della sanità pubblica ha definito la strategia di vaccinazione anti Covid, partendo dalla necessità di ridurre – come obiettivo primario – il numero di decorsi gravi della malattia e di decessi, tutelando il sistema sanitario messo fortemente a rischio durante i primi mesi della seconda ondata.
Lo sviluppo di diversi vaccini è ad un livello avanzato e in Svizzera sono in corso gli ultimi preparativi per poter avviare le prime vaccinazioni a gennaio, a condizione che Swissmedic – autorità di omologazione e controllo dei dispositivi medici – riesca per tempo ad esprimersi passando in rassegna tutti i dati clinici.
L’elenco dei soggetti a cui le istituzioni hanno scelto di riservare un’attenzione prioritaria, per le ragioni già indicate, è il seguente: persone a rischio (ad esempio donne incinte); personale sanitario; contatti stretti (conviventi) di persone particolarmente a rischio; soggetti residenti in strutture collettive con un elevato rischio di infezione e di focolaio (in primis istituti per persone disabili) e relativo personale. I bambini e gli adolescenti non rientrano ancora tra i cosiddetti “gruppi target” della strategia di vaccinazione, poiché mancano allo stato attuale i dati degli studi per le fasce d’età in questione.
La Confederazione elvetica non prevede obblighi in questo campo ma punta piuttosto ad una informazione il più possibile trasparente e completa, da raggiungere attraverso una massiccia campagna che prenderà il via a breve.
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