Italia | 17 Dicembre 2020

Covid, Italia verso la zona rossa per Natale e Capodanno

Oggi la decisione, dopo il nuovo confronto con le Regioni. Previsto "lockdown" per festivi e prefestivi fino al 3 gennaio. Il premier Conte chiede deroghe per congiunti

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Il Natale si sta avvicinando e l’ipotesi sul tavolo di Governo e Regioni, che si fa di ora in ora più concreta, è quella di una nuova zona rossa – estesa a tutta Italia – con gli spostamenti previsti solo in caso di necessità, tra il 24 dicembre e il 3 gennaio (ancora in forse l’estensione fino all’Epifania). La decisione è prevista per la giornata odierna.

Se la linea fosse questa – sulla quale insistono maggiormente i ministri Speranza e Francheschini – resterebbero esclusi dal provvedimento i giorni 28, 29 e 30 dicembre, nei quali dovrebbe rimanere in vigore la zona gialla, con la possibilità di spostamento anche all’esterno del proprio comune di residenza dalle 5 alle 22 e l’apertura di negozi, bar e ristoranti.

Se invece venisse seguita quella leggermente più moderata propugnata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la zona rossa varrebbe solo il 24, 25, 26, 31 dicembre e il 1 gennaio, mentre per tutti gli altri giorni l’intera penisola verrebbe considerata zona arancione.

Certo è che anche le Regioni spingono verso una direzione più rigorosa, per il timore che le strutture sanitarie non possano reggere alla terza ondata del virus, dal momento che gli ospedali – pur vedendo numeri in calo – non si sono svuotati.

L’intenzione del premier è quella di ottenere alcune deroghe sia per la partecipazione alle messe sia per i ricongiungimenti familiari: l’ipotesi ventilata dal Corriere della Sera è quella di consentire – probabilmente con lo spostamento solo per un numero massimo di (due?) persone – la visita a genitori o nonni anziani e fragili.

“La cosa più probabile – ha spiegato questa mattina il viceministro dell’Interno Matteo Mauri, in diretta al programma Radio anch’io su Rai Radio1 – sarà quella di fare una chiusura molto consistente, tipo zona rossa, in alcuni giorni quali i prefestivi e i festivi di questa fase natalizia. Di conseguenza il 24, 25, 26, 27, 31 e poi 1, 2 e 3. In questo momento la riflessione è questa, entro oggi bisognerà decidere per dare certezze a tutti. È consentito lo spostamento in ogni caso e ovunque per necessità, lavoro e salute. Dentro i casi di necessità rientrano anche quelli di assistere le persone anziane non autosufficienti. Se però uno ha due genitori di 70 anni pienamente autonomi è evidente che non rientra in questo caso”, ha affermato Mauri.

Sulla stessa linea anche Sandra Zampa, sottosegretaria al Ministero della Salute, che in onda a The Breakfast Club su Radio Capital ha dichiarato: “Non abbiamo ancora deciso, ma si tratta di aspettare poche ore, oggi la decisione. Le misure vanno verso una restrizione ulteriore per mettere in sicurezza la vita delle persone e per consentire un ritorno a una relativa normalità. Il Ministero della Salute ha proposto misure più severe che prevedono qualcosa che somiglia a una zona rossa”.

“Si sta discutendo su misure più stringenti, ma non c’è gran differenza tra quello che accade in Italia e quello che accade negli altri Paesi. Il Dpcm aveva già dato regole fondamentali per la vita delle persone. Siamo passati dai 40mila ai 18mila nuovi positivi al giorno. Noi dobbiamo immaginare cosa succederà a gennaio. Io penso che vadano aperte le scuole, ma 18mila nuovi contagi giornalieri sono assolutamente troppi perché si possa ripartire. Ho già avvisato i miei fratelli: quest’anno il giorno di Natale ci saluteremo via Skype”, ha concluso Zampa.

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