Come annunciato ieri, a partire da domani, giovedì 10 dicembre, fino a nuovo avviso le FFS e Trenitalia interrompono i collegamenti tra Svizzera e Italia. La decisione è legata all’ultimo dpcm.
Sia il traffico a lunga percorrenza che quello regionale TILO sono interessati dal provvedimento. I treni delle FFS/TILO circolano fino al confine, i treni nel traffico regionale tra Briga e Domodossola continuano a circolare.
E così, tutto il traffico ferroviario transfrontaliero TILO è sospeso in territorio italiano. La misura è momentaneamente limitata a soli tre giorni in attesa di chiarimenti e indicazioni relativi alla corretta applicazione del Dpcm da parte delle autorità italiane. Il traffico ferroviario in territorio svizzero non subirà riduzioni, ad eccezione della soppressione dei servizi notturni pigiama TILO già in vigore.
Dopo le parole di Alfieri, intervenuto ieri sera, a parlare sono anche l’onorevole Maria Chiara Gadda (Italia Viva) e il sindaco di Luino, Enrico Bianchi. “Questa scelta delle ferrovie, non concordata preventivamente con i governi italiano e svizzero e tardivamente comunicata – commenta Gadda -, lascia davvero attoniti perché verrebbe meno un servizio essenziale per migliaia di lavoratori e cittadini in un periodo assai delicato”.
“Confido – continua l’onorevole di Italia Viva – che nelle prossime ore i rispettivi ministeri dei trasporti, che si sono prontamente attivati ieri sera non appena ricevuta la comunicazione, possano giungere a una rapida risoluzione della vicenda. Questa mattina ci sarà una telefonata tra la ministra Paola De Micheli e la sua omologa e presidente di turno della Confederazione elvetica, Simonetta Sommaruga”.
Sulla stessa linea anche il primo cittadino luinese, Enrico Bianchi. “Penso che sia una decisione unilaterale che non consideri le conseguenze. Interrompere il servizio significa rendere ancora più difficoltoso l’arrivo sul posto di lavoro di frontalieri essenziali per le attività sanitarie e non, in canton Ticino”.
“Mi auguro che le autorità italiane intervengano rapidamente per trovare un accordo affinché i lavoratori frontalieri possano recarsi sul luogo di lavoro in sicurezza senza ulteriori aggravi. Le soluzioni da porre in essere con l’aiuto dei tecnici e gli esperti di sicurezza sanitaria esistono, basta avere la volontà di discuterne e accordarsi. Dalla pandemia non si esce da soli ma con la collaborazione di tutti. Anche e soprattutto tra Paesi differenti”, conclude Bianchi.
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