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Canton Ticino | 8 Dicembre 2020

Covid, Ticino: nuova stretta per bar e ristoranti

Il Consiglio di Stato ha stabilito ulteriori restrizioni sull'orario di apertura. Gobbi: "I contagi non stanno più calando". Un appello anche ai negozianti, le novità

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Dopo un confronto avvenuto nella giornata di venerdì a seguito dell’interlocuzione con il presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga e con il capo del Dipartimento dell’Interno Alain Berset, il Consiglio di Stato ticinese ha deciso di muoversi verso una ulteriore stretta delle norme anti Covid in vista delle festività.

A margine delle consultazioni ha prevalso la linea suggerita dalla politica federale ai Cantoni in maggior difficoltà sotto il profilo pandemico: optare per un nuovo aumento delle restrizioni al fine di raggiungere numeri davvero soddisfacenti.

E i numeri in Ticino “non stanno più calando“, ha spiegato il presidente del governo cantonale, Norman Gobbi, durante l’incontro con la stampa che si è tenuto ieri a Bellinzona. Nelle ultime ventiquattro ore i laboratori hanno registrato 116 nuovi positivi, con diciotto nuovi ricoveri presso le strutture ospedaliere che hanno portato il totale dei soggetti ospedalizzati a 352 (36 le persone in cure intense).

Le misure ad oggi già in vigore, come è noto, sono più restrittive di quelle federali, considerando la delicata situazione in cui versa il Ticino a causa del coronavirus, ormai da più di un mese. Ma lo stallo citato da Gobbi, a ridosso di un periodo così determinante per la gestione della pandemia, come quello in arrivo, non è uno standard che il Cantone è disposto ad accettare.

Bar e ristoranti, questa la novità, chiuderanno i battenti in anticipo a partire da mercoledì, per la necessità di provare a ridurre le occasioni di incontro. I bar dovranno interrompere la propria attività alle 19, i ristoranti alle 22. Archiviata, almeno per il momento, la serrata delle ore 23. Una decisione che coinvolge anche casinò, sale da biliardo, sale bowling e locali erotici, ha precisato Gobbi.

Significativo, in sede di conferenza, anche il richiamo rivolto agli altri attori economici del territorio e al loro senso di responsabilità, dopo che i controlli svolti durante l’ultimo fine settimana hanno evidenziato una attenzione non sempre costante al numero di accessi della clientela nei negozi. La vigilanza in materia da parte della polizia cantonale e delle polizie municipali proseguirà, e il messaggio è chiaro: il sacrificio richiesto agli imprenditori della ristorazione vale anche per le attività commerciali.

Il senso di comunità passa ora soprattutto da questi aspetti”, ha aggiunto in conclusione il capo del governo cantonale, ricordando che un Natale inevitabilmente diverso, date le circostanze, non sarà per forza di cose un Natale triste. Ma il carattere prioritario ricoperto dalle normative per combattere il virus non può essere messo in discussione.

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