“Sono Gianfranco Cipriano, cittadino luinese e mi rivolgo alle istituzioni affinché prendano atto della mia denuncia. Quantomeno a Luino, è saltato il sistema di tamponi e tracciamento. Ho contattato il mio medico di base sabato 31, ma ad oggi non ho ricevuto alcun cenno in merito alla possibilità di fare un tampone di controllo”.
Inizia così la lettera inviata da Gianfranco Cipriano e rivolta al sindaco Enrico Bianchi, ai sindaci dei Comuni limitrofi e alle forze dell’ordine: “Ho provveduto giovedì tramite un’azienda privata ad eseguire il tampone rapido a pagamento che ha accertato la mia positività. Ho tentato di ufficializzare il mio stato con l’App Immuni ma finché il medico di base non comunica il codice che dovrebbe ricavare dal tampone ‘ufficiale’ il metodo immuni non si attiva”.
“Non mi resta che stare in casa – continua Cipriano -, ma è chiaro che nonostante la buona volontà la sanità regionale non aiuta. Il sistema è evidentemente saltato e questo è il motivo dello smisurato dilagarsi dei contagi nella nostra zona. Il tracciamento immediato è una fase fondamentale per il contenimento del Covid-19, ma nella nostra area, ascoltando anche altri pazienti non viene più praticato”.
“Vi esorto oltre che a far vostra la mia denuncia verso gli organi sanitari competenti, a indicare un protocollo ‘ideale’ per chi si trova in una situazione medesima alla mia, cioè positivo ma senza esito ufficiale. Come tutti sappiamo, vi sono in ballo molte vite umane. Con stima e rispetto”, conclude.
Come spiegato da ATS Insubria e ASST dei Sette Laghi, il sistema è in difficoltà per l’enorme mole di lavoro da espletare in queste settimane, da quando è scoppiata la seconda ondata. Nel frattempo, però, sono molteplici le critiche che arrivano da parte dei cittadini in attesa di sottoporsi o di avere l’esito del tampone.
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