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Alto Varesotto | 11 Novembre 2020

Covid, nell’alto Varesotto tornano a crescere i contagi

Dopo il boom di positivi comunicati ieri, i sindaci del territorio aggiornano nuovamente la popolazione sulla situazione attuale. Da Maccagno a Induno, ecco i comuni

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Il forte incremento di nuovi positivi al Sars-CoV2 sull’intero territorio della provincia di Varese segnalato dai dati diffusi martedì 10 novembre da Regione Lombardia (+3081) è dovuto non solo all’ingente crescita dei contagi, ma anche all’accumulo di risultati di tamponi processati nei giorni scorsi che sono stati resi noti solo ieri: un numero certamente preoccupante, ma che va spalmato, quindi, su un periodo più ampio delle ultime ventiquattro ore.

Ciò è dimostrato anche dalle comunicazioni di alcuni sindaci, che riferiscono di aver riscontrato proprio nella giornata di ieri aggiornamenti consistenti sul portale dedicato di ATS Insubria – in molti casi già attesi date le comunicazioni ufficiose date direttamente da alcuni cittadini.

Cittiglio ha registrato il primo decesso a causa del Covid-19, mentre in paese si contano 90 positivi attuali. Nel vicino paese di Brenta il primo cittadino Gianpietro Ballardin – del quale proprio questa mattina abbiamo pubblicato un appello rivolto sia ad ATS Insubria sia alla Regione – ha verificato la presenza di ben 42 casi attivi, un dato che pare comunque destinato ad aumentare. Tra di essi figurano 6 persone ricoverate nei vari ospedali della provincia. “Chiedo a tutti i cittadini – dichiara Ballardin – di aumentare il livello di attenzione e, soprattutto, chiedo il rispetto delle norme di quarantena prudenziali da parte di chi ha avuto contatti con i positivi, ai quali chiedo altresì di sottoporsi a tampone di verifica. Il momento è sicuramente delicato, ma dobbiamo tutti collaborare per ridurre l’incidenza del contagio. L’amministrazione è a disposizione, anche attraverso il prezioso supporto della Protezione civile comunale, per supportare le eventuali esigenze delle persone nelle necessità di acquisto di prodotti alimentari o di fornitura dei necessari medicinali. Dobbiamo tutti aiutare il prezioso lavoro dei nostri medici e degli infermieri per superare questo difficile momento contenendo il contagio e non aggravando la già difficile situazione degli ospedali”.

Dopo diverso tempo dai primi casi registrati, torna ad aggiornare il conteggio anche il sindaco di Cremenaga, Domenico Rigazzi: dall’inizio della pandemia i cittadini che hanno contratto l’infezione sono 11, di cui 4 guariti. Al momento si contano 7 persone in isolamento fiduciario e in discrete condizioni di salute, comprese in una fascia d’età fra i 13 e i 58 anni.

Si contano 10 nuovi positivi al coronavirus a Lavena Ponte Tresa, di cui uno in ospedale. Altre 6 persone risultano guarite, portando così il numero complessivo dei tresiani attualmente positivi a 86. “Continuiamo con impegno a rispettare le regole in vigore da settimana scorsa. Queste misure restrittive che comportano sacrifici per tutti noi, ci auguriamo portino in tempi brevi a fermare la diffusione del virus”, è l’auspicio del sindaco Massimo Mastromarino.

Altro aumento anche a Cugliate Fabiasco, che sale a quota 32 casi attivi – “il triplo di quelli registrati nella prima fase in primavera”, come afferma il primo cittadino Angelo Filippini. “È chiaro a tutti che non sono le numerose leggi a contrastare il diffondersi della malattia, ma solo il comportamento consapevole di ognuno di noi. Dobbiamo uscire di casa solo per effettive esigenze, usando le mascherine ed il distanziamento sociale, anche in casa se necessario, in presenza di casi o sospetto di contatto con caso. Infatti stanno aumentando i casi di trasmissione in famiglia. Evitiamo di fare la spesa tutti i giorni”. Il numero per contattare il C.O.C. di Cugliate è il seguente: 347 0164259.

Un nuovo aggiornamento arriva anche da Castelveccana dove si contano 31 cittadini attualmente positivi: “Vi è la consapevolezza che i risultati che leggiamo oggi sono probabilmente il frutto di contagi avvenuti circa una settimana fa; ma proprio per tale motivo mi sento di invitare tutti, ancora una volta, a mantenere un comportamento responsabile, evitare spostamenti non necessari e impegni che possono essere rimandati”, è la raccomandazione del primo cittadino Luciano Pezza. “La Regione Lombardia è stata dichiarata zona rossa perché la linea dei contagi paventa il rischio di un’esplosione incontrollata e può far collassare le strutture sanitarie. Si tratta di compiere uno sforzo insieme, uniti, per sostenere ed aiutare coloro che si trovano attualmente sottoposti alle cure ospedaliere e per non aggravare ulteriormente l’immane lavoro svolto con tanto impegno e solerzia da medici e infermieri”. Per le emergenze è disponibile il numero di telefono 3389400557 al quale risponde il Responsabile Comunale di Protezione Civile, Lorenzo Canazza.

Se a Maccagno con Pino e Veddasca si contano attualmente 24 positivi (con un incremento di 5 e una guarigione) e 33 persone in quarantena fiduciaria, Laveno Mombello – stando agli aggiornamenti pubblicati sul sito web dell’amministrazione comunale – ha invece registrato in un giorno una leggera diminuzione del computo dei casi attivi, scesi da 127 a 124. I contatti di caso ammontano a 29 mentre, fortunatamente, continuano a non riscontrarsi casi all’interno della Fondazione Menotti-Bassani.

Montegrino Valtravaglia cresce di 2 nuovi contagi, arrivando a 25 attuali positivi, e Besozzo è salito a quota 144, mentre Arcisate – dopo i tre decessi di lunedì 9, che hanno spinto il sindaco Gianluca Cavalluzzi a decidere di proclamare nei prossimi giorni il lutto cittadino – ne conta 159, con 9 guarigioni nelle ultime 48 ore. Ricoverate in ospedale, in condizioni stazionarie, vi sono 8 persone.

Induno Olona supera i 200 casi (211), con un ultimo incremento di ben 52 nuovi positivi a fronte di 7 negativizzazioni. Sono una decina i cittadini che necessitano di cure ospedaliere e almeno due di esse si trovano in terapia intensiva. “Sono numeri che probabilmente nascono dall’accumulo di mancate rilevazioni dei giorni scorsi, ma che lo stesso ci devono preoccupare e molto” spiega il primo cittadino Marco Cavallin. “La provincia di Varese oggi è a livello lombardo seconda solo a Milano come diffusione del contagio. Ormai si sprecano le dichiarazioni dei medici degli ospedali varesini, che avvertono come ormai i posti in corsia stiano finendo. Non è più tempo di negazionismi o sterili distinzioni da inesperti che chiacchierano: se è vero che il Covid-19 nella grande maggioranza dei casi non comporta esiti devastanti, dobbiamo comunque considerare che a grandi numeri assoluti (cioè quelli che registriamo in questi giorni!), corrispondono grandi numeri relativi di persone che accusano sintomi gravi o gravissimi”.

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