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Brenta | 11 Novembre 2020

Covid nell’alto Varesotto, “Intervenire con urgenza, il rischio è non reggere l’enorme mole di lavoro”

A denunciare la grave situazione che stanno vivendo i medici di base del territorio è il sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin. L'appello ad ATS Insubria e a Regione

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“Voglio lanciare, come sindaco, un accorato appello ad ATS Insubria e alle istituzioni regionali, affinché si intervenga con urgenza supportando le esigenze dei medici del territorio che stanno vivendo una situazione di enorme difficoltà e rischiano, nella situazione attuale, di non reggere l’enorme mole di lavoro che grava oggi sulle loro spalle”.

A denunciare la situazione preoccupante sul territorio, oggi è il sindaco del Comune di Brenta, Gianpietro Ballardin. “Dei quattro medici presenti nella nostra zona due sono positivi al covid-19 e uno di questi purtroppo, a cui faccio gli auguri di pronta guarigione, è ricoverato all’Ospedale di Varese. Ogni giorno i due medici rimasti devono affrontare una mole enorme di lavoro al punto di rimanere impegnati sino a 14 ore al giorno per affrontare i numerosi casi di persone ammalate o sospetti contagiati”.

Il lavoro di visita – continua Ballardin -, anche per visite di pazienti dei colleghi contagiati, di ricevimento delle numerose telefonate di richiesta e di informazione, di compilazione delle numerose pratiche burocratiche, di prenotazione di esami e molte altre incombenze, sta mettendo a dura prova la tenuta dei nostri dottori. Soprattutto le persone a casa malate vanno seguite costantemente o telefonicamente o bardati, con le necessarie protezioni, presso il loro domicilio”.

Anche durante gli orari di lavoro ambulatoriale la situazione è diventata insostenibile per le necessità dovute al prolungamento notevole degli orari di visita – continua il sindaco di Brenta -, dovuti alla necessità di far fronte anche alle esigenze dei pazienti dei medici malati, che nell’incombenza necessaria di indossare i necessari, ma ingombranti dispositivi di protezione, che impediscono e nella necessità delle numerose e continue visite giornaliere  limitano, anche le normali necessità fisiologiche”.

In questa difficile fase non è più sufficiente una necessaria solidarietà territoriale verso il loro prezioso lavoro – va vanti ancora Ballardin -, ma è necessario far arrivare alla dirigenza provinciale di ATS questa grave difficoltà territoriale che rischia, se non affrontata con la definizione dei necessari e indispensabili supporti medico operativi, di aggravare ulteriormente la situazione, in quanto il prezioso lavoro dei due medici posti in uno stato di così grave tensione, può peggiorare in particolare in una situazione di grave stress operativo come quello che stanno vivendo”.

Il lavoro dei medici specie in questi difficili frangenti è estremamente prezioso in quanto può concorrere ad evitare o a ridurre la grave situazione dei nostri ospedali già posti in uno stato emergenziale. Quanti più pazienti si riusciranno a tenere alle cure domiciliari o in quarantena, quanto più migliorerà il carico che oggi grava sulle cure ospedaliere, evitando situazioni che si stanno orientando verso contesti di collassamento”, prosegue ulteriormente il primo cittadino.

Il mio invito accorato e urgente è l’appello di un territorio che vede un incremento notevole dei contagi e che si preoccupa di una situazione che potrebbe avere difficoltà di gestione in una situazione di breve periodo – dichiara ancora Ballardin -. Chiedo agli organismi sanitari territoriali e alla Regione Lombardia di ascoltarci e di provvedere in tempi rapidissimi ad una risposta confacente alle esigenze evidenziate”.

I numeri dei contagiati sono oggi molto elevati in tutto il territorio e non sono certamente rispondenti a quelli dichiarati dal sito EMER-COVID dell’ATS di Varese e comunicati ai singoli comuni – continua Ballardin -, in quanto si rileva una difficoltà nell’aggiornamento puntuale dei dati, che risultano sottostimati”.

“Diamo in questo prova, come Istituzioni dello Stato, di una capacità che ci può contraddistinguere e soprattutto rispondiamo all’appello dei medici con concrete azioni di supporto alle loro richieste di aiuto prima che la situazione si aggravi ulteriormente a danno della salute e di una capacità di intervento che rischia di aggravare la situazione delle persone e arrecare grave danno alla situazione del territorio”, conclude Ballardin.

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