L’interpretazione, data dalla Prefettura di Milano e resa nota dall’ente regionale lombardo, sullo svolgimento delle attività di caccia e di pesca nell’ambito delle nuove disposizioni in materia di contenimento del contagio da coronavirus le considera entrambe da sospendere perché non assimilabili all’attività sportiva ammessa dal Dpcm del 3 novembre scorso.
L’unica eccezione è ammessa per chi pratica tiro a volo o la pesca sportiva, quali discipline riconosciute dal CONI.
Per questo, l’ASD Pescatori Alto Verbano ha voluto chiarire ulteriormente a tutti i soci e a coloro che praticano la pesca sportiva dilettantistica come sia possibile andare a pescare, ovviamente nel rispetto delle restrizioni in questo momento in vigore: “Tale considerazione non è nostra – specificano – ma viene pubblicamente riportato dal sito nazionale di FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) consultabile alla voce ‘sportivi’.”
Le limitazioni che i pescatori sportivi devono rispettare, all’interno delle zone rosse come la Lombardia, sono quindi le seguenti:
– Avere con sé l’autocertificazione motivante l’uscita (attività sportiva all’aperto) e lo spostamento (pesca sportiva al n. 62 delle discipline riconosciute dal CONI).
– Non uscire dal Comune di residenza.
– Con le stesse modalità di cui sopra (compresa la territorialità acquea) è anche possibile pescare dalla barca.
– Se nel Comune di residenza non ci sono acque pescabili o esclusivamente con specie in periodo di divieto, non si può pescare.
“Per la nostra zona competente è la Prefettura di Varese che, al momento, non ci risulta avere inserito misure restrittive“, conclude l’ASD Alto Verbano invitando “tutti i pescatori sportivi e i nostri soci in particolare a rispettare, per il bene di tutta la comunità, le misure restrittive e di mantenere sui luoghi di pesca le distanze, anche in misura superiore a quella minima richiesta”.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0