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Varese | 19 Ottobre 2020

Covid, Cavallini sul nuovo Dpcm: poteri speciali al sindaco? “Sono fortemente preoccupato”

Paura "per il commercio e la movida varesina" per il coordinatore del comitato civico Varese Ideale, in uno dei Comuni più colpiti dal virus in Lombardia

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Alle 21.30 di ieri, domenica 18 ottobre, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte è intervenuto in conferenza stampa per presentare le norme del nuovo Dpcm, in vigore dal 19 ottobre fino al prossimo 13 novembre.

Tra le varie disposizioni, ciò che ha destato più scalpore risulta essere la delega ai primi cittadini dei vari Comuni italiani (la parola “sindaci” non viene menzionata direttamente nella parte in questione del Dpcm) delle decisioni da prendere in merito ad eventuali coprifuoco parziali, chiusure anticipate e quant’altro, per evitare degli assembramenti di persone, complice la movida.

Di conseguenza, la risposta dei sindaci non è attardata. Da Virginia Raggi a Dario Nardella, da Antonio Decaro a Giorgio Gori, le critiche non sono mancate: si critica l’inapplicabilità e la confusione della delega, considerata più uno “scaricabarile” del governo. Queste contestazioni nascono dalla paura che il nuovo decreto possa risultare inefficace e ciò porterebbe ad un nuovo collasso economico, oltre che sanitario.

Non si son fatte attendere nemmeno le parole del coordinatore del comitato civico “Varese Ideale”, Mattia Cavallini, in una delle città tra le più colpite della Lombardia: “Ieri sera, leggendo il nuovo Dpcm, che peraltro segue molto le linee dettate dall’ordinanza Regionale firmata dal presidente Fontana, mi sono soffermato sui nuovi poteri dati ai sindaci e subito mi è venuta in mente la movida varesina che questa giunta cerca di far morire“.

“In generale i settori della ristorazione, bar, turismo e commercio sono stati fortemente toccati da questa pandemia e ancor di più in una città – sottolinea ulteriormente Cavallini -, nella quale questi sono stati completamente dimenticati dall’amministrazione”.

Il coordinatore di “Varese Ideale” ritiene, inoltre, che la movida nello specifico sia stata oggetto di grandi discussioni post-lockdown: per questo si appella ulteriormente ai giovani, che ha sempre sostenuto e ritenuto responsabili, di dimostrare la propria maturità nel rispettare le regole per l’interesse della comunità.

Ciò che preme a Cavallini è l’attenta e calcolata applicazione di tali norme da parte della giunta varesina, sottolineando il proprio contributo nel monitorare la situazione e nel rimanere a disposizione per eventuali confronti con l’amministrazione.

“Oggi stiamo assistendo ad un aumento esponenziale dei contagi e la provincia di Varese è una delle più colpite di questa seconda ondata, ma non facciamoci prendere dal panico – conclude Cavallini -, la situazione è ben diversa da marzo e comunque non dobbiamo abbassare la guardia!”.

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