Non si fermano gli instancabili volontari del gruppo di “Strade Pulite” che, giorno dopo giorno, si danno da fare sulle principali arterie dell’alto Varesotto (e non solo) per ripulirle dai rifiuti abbandonati, frutto evidente dell’inciviltà di molti cittadini. Nel corso degli ultimi giorni Ermanno Masseroni, da solo o affiancato da altri collaboratori, si è dedicato ad alcuni tratti della SS394 in Valcuvia e della SP45.
Lo scorso venerdì 9 ottobre, insieme alla consigliera comunale di Rancio Valcuvia Daniela Tabacchi, ha setacciato i bordi della strada che vanno dall’area commerciale di Rancio sino al bivio con la SP62 che porta verso Brinzio, raccogliendo sette sacchi di rifiuti vari e due di vetro e lattine. “Se si unissero a noi più amministratori comunali, sporcandosi anche loro le mani, come fanno Daniela e Renato (Furigo, ndr), sarebbe una buona cosa”, ha dichiarato Masseroni, dopo questa esperienza, sulla pagina Facebook di “Strade Pulite”. Proseguendo lungo quella strada, domenica 11, si è dedicato da solo ai tratti che portano alla rotonda di Ferrera e al centro commerciale di Cuveglio: raccolti altri dieci sacchi di rifiuti e due di lattine e vetri.
Non è certo finita qui, anzi, mancano all’appello ancora i ritrovamenti più “particolari” di questa tornata di pulizia: un water e una scaletta, recuperati lunedì 12 ottobre da Ermanno e Cristina sulla SS394 a Brenta e un televisore, un ferro da stiro e altro materiale elettrico trovati sulla SP45 tra Cuvio e Castello Cabiaglio tra ieri e lunedì. Oltre a questi, ovviamente, si contano un’altra trentina di sacchi riempiti con spazzatura di vario genere.
Nel post condiviso sul gruppo Facebook “Sei di Cuvio se” proprio ieri, mercoledì 14 ottobre, Ermanno ha commentato con queste parole: “Questi esseri ci distruggono la nostra bella terra, il nostro parco, i nostri boschi, le nostre strade. Perché? Perché questo scempio? Ma che futuro si dà al prossimo? Ho il cuore che piange. Non diamola vinta!”, concludendo con un appello rivolto a tutti coloro che desiderano rendersi disponibili e dare una mano, di contattarlo e aggiungersi al già folto numero dei volontari attivi sul territorio: “Più siamo, più combattiamo questa inciviltà non più ammissibile”.
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