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Varese | 12 Ottobre 2020

Basket, primo ko di Varese: il derby è di Cantù

Testa a testa per tre quarti di match, poi i brianzoli prendono il largo nel finale con le triple di Thomas e Woodard. Troppe ombre per biancorossi che perdono De Vico

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Nonostante la carica motivazionale data da un bottino di due vittorie su due gare, sommata ad un inatteso vantaggio acquisito ancor prima della palle a due, per il fattore imprevedibilità che ruota attorno al Covid, capace non solo di svuotare i palazzetti ma anche di smontare un’intera settimana di lavoro nel tempo sufficiente a riscontrare la positività ad un tampone, la Openjobmetis trova la prima sconfitta stagionale nel peggiore dei modi: cedendo alla rivale di sempre Cantù.

Per i brianzoli è festa doppia alla sirena finale. Da una parte c’è il +10 sul tabellone (80-90), dall’altra il ghigno beffardo di chi si gode lo sgambetto restituito con gli interessi alla cattiva sorte, che ha privato gli uomini di Pancotto del loro giocatore chiave, Jaime Smith, escluso dalla contesa a causa del nemico invisibile che si insinua nelle vie respiratorie.

Ad affondare contro i pronostici è dunque Varese, irresistibile soltanto per i primi dieci minuti, una sinfonia celestiale diretta da Scola, che mette in fila le prime sette note e detta il ritmo sullo spartito del periodo, chiuso a +6. All’assolo iniziale del Generale, segue il coro lanciato dalle penetrazioni di Douglas e Ruzzier, e alimentato da una difesa solida capace in più di un’occasione di innescare un altro suono: quello del cronometro dei 24” che soffoca gli spunti offensivi degli avversari.

A rimbalzo le cose vanno meglio rispetto alla performance (comunque vincente) con la Fortitudo, ma il destino della gara è tutto nelle mani dei tiratori. E quelle di Donte Thomas, ala grande statunitense, classe ’96, sono le più calde. Nei suoi 21 punti  – che vanno in coppia con i 15 di Woodard, altro gioiello a stelle strisce che ha contribuito a far passare in secondo piano l’assenza del veterano Smith, fulcro del gioco – ci sono le svolte di un match che, tolto lo show biancorosso iniziale, è stato per tre quarti un avvincente testa a testa: dal blackout di Ferrero e compagni nel secondo quarto (4’ a secco capitalizzati a dovere sul fronte opposto, con il pareggio alla pausa lunga), alla compilation di triple nel finale, con la corsa da 9-0 che permette a Cantù di scavare il solco e staccarsi definitivamente da Varese.

I biancorossi pendono dalle giocate dei due leader (21 di Douglas, 29 di Scola) e dai colpi dalla distanza di Strautins e Jakovics, ma quando la magia esce dal corpo della stella argentina (la barra del vigore e quella della precisione non combaciano nel momento clou), restano solo le ombre sul parquet dell’Enerxenia Arena.

Le più ingombranti sono quelle di De Vico (morde ma resta inaspettatamente a secco dopo l’exploit di Bologna, e per di più riporta una frattura al gomito che lo terrà fuori per almeno due settimane) di Andersson (la sua luce continua ad essere debole e ad intermittenza) e di Morse (impantanato nei tre falli a metà gara, perde il ritmo e non lo recupera).

Per Bulleri arriva il primo ko, alla terza panchina ufficiale da capo allenatore. Ma il giovane coach è al volante di una macchina ben rodata, e non sarà certo un brusco colpo sul freno a bloccarne la corsa.

Openjobmetis Varese: Morse 2, Scola 29, De Nicolao, Jakovičs 11, Ruzzier 4, Andersson, Strautiņš 8, De Vico, Ferrero 5, Douglas 21, Librizzi ne, Virginio ne. Coach: Massimo Bulleri.

Acqua S.Bernardo Cantù: Thomas 21, Kennedy 2, Woodard 15, Procida 5, Leunen 6, La Torre 11, Johnson 12, Bayehe 9, Baparapé ne, Pecchia 9. Coach: Cesare Pancotto.

Arbitri: Rossi – Perciavalle – Belfiore.

Parziali: 29-23; 15-21; 20-14; 16-32. Progressivi: 29-23; 44-44; 64-58; 80-90.

Note – T3: 10/26 Varese, 12/28 Cantù; T2: 14/36 Varese, 14/30 Cantù; TL: 22/25 Varese, 26/32 Cantù. Rimbalzi: 36 Varese (Strautiņš 7), 38 Cantù (Thomas 12); Assist: 12 Varese (Ruzzier 5), 19 Cantù (Woodard, Leunen e Pecchia 4).

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