Luino | 11 Ottobre 2020

Earth Prize 2020 a Luino, Luca Mercalli e Stefano Boeri tra i vincitori

Si è conclusa oggi la terza edizione del premio per l'educazione ambientale e il paesaggio. Tanti i premi conferiti anche in ambito internazionale

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Si è svolta tra ieri – sabato 10 – e oggi – domenica 11 ottobre – a Luino la terza edizione di Earth Prize International, il premio internazionale per l’educazione ambientale e il paesaggio organizzato da WEEC Network e dal Comune di Luino e realizzato con il contributo della Regione Lombardia.

Nel suo nuovo formato ibrido, parte in presenza e parte a distanza (tutte le conferenze e la cerimonia di premiazione sono ora disponibili sulla pagina Facebook di Earth Prize International) il Premio ha confermato di essere un appuntamento importante per il territorio e per tutti coloro che si occupano di educazione ambientale e sostenibilità.

A vincere il Premio nella categoria “Italia” sono stati Luca Mercalli e Roberta Cafarotti. Mercalli, noto meteorologo, climatologo e divulgatore scientifico, ha ricevuto il premio Earth Prize Italia per la sua carriera dedicata alla divulgazione scientifica, particolarmente attenta alle problematiche ambientali e climatiche, nonché per la sua dedizione nel trasmettere con linguaggio chiaro e rigoroso l’urgenza di un cambiamento non più procrastinabile, per il suo approccio comunicativo chiaro e immediato, per il suo esempio costante e instancabile capace di convincere ed educare a tutti i livelli. Roberta Cafarotti, direttrice scientifica di Earth Day Italia, il 22 aprile di quest’anno ha organizzato una maratona multimediale in occasione del 50° anniversario dell’Earth Day che riunisce oltre 75.000 partner di 190 nazioni. Roberta Cafarotti – si legge nella motivazione – ha ricevuto il premio per l’impegno nella promozione di una cultura della sostenibilità anche in tempi di COVID-19, collegando migliaia di italiani direttamente dalle loro abitazioni.

Tra i vincitori nella categoria internazionale vi è invece lo scrittore e divulgatore scientifico statunitense David Quammen, premiato per la sua attività di divulgazione riguardo il legame esistente tra la nascita di nuove malattie zoonotiche e le attività umane nei confronti dell’ambiente. Il suo libro “Spillover. L’evoluzione delle pandemie”, pubblicato nel 2012, è stata un’importante riscoperta in questo momento di pandemia globale legata al COVID-19: “Essere informati, consapevoli, pronti a recepire ciò che la scienza ci insegna – riporta la motivazione – è il primo passo per non farsi cogliere impreparati dalla prossima pandemia”.

Si vola dagli Stati Uniti all’Indonesia per l’altro premio internazionale assegnato alle sorelle Melati e Isabel Wijsen, giovani attiviste ambientali di Bali che con la loro campagna “Bye Bye Plastic Bags” sono riuscite a ottenere la messa al bando dei sacchetti di plastica e delle cannucce e che hanno dato vita a “Youthopia”, un movimento globale che mira a formare una generazione di changemaker e fornire loro gli strumenti per fare la differenza.

Hanno inoltre ottenuto una menzione speciale la North American Association for Environmental Education per gli strumenti messi a disposizione degli educatori ambientali durante il lockdown e il professore australiano Philip Smith creatore della competizione Speaking4theplanet.

Stefano Boeri, architetto e urbanista di fama internazionale, ha vinto il Premio Earth Prize Paesaggio per la ricerca di soluzioni innovative e sostenibili in ambito urbano, dall’ideazione del Bosco Verticale, primo prototipo di edificio residenziale sostenibile con facciate ricoperte di alberi e piante, modello di riforestazione metropolitana che concepisce la vegetazione come elemento essenziale dell’architettura, all’Urban Forestry, campagna mondiale volta alla forestazione urbana; alla Radura della Memoria progetto dedicato alle 43 vittime della tragedia del crollo del Ponte Morandi di Genova.

Sempre nella categoria Paesaggio un premio speciale è andato in memoria di Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Il Premio vuole commemorare il suo impegno nel creare attorno a sé un movimento forte, appassionato, rispettoso della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Un lascito per tutti noi e per il futuro dell’Italia.

Tra i premi speciali Blue Prize, il riconoscimento per chi si è distinto nella tutela dell’ambiente legato all’acqua in tutte le sue forme, è andato al giornalista e fotografo Franco Borgogno per aver portato avanti con impegno e dedizione la ricerca e il monitoraggio dello stato di salute del mare e per aver spinto la divulgazione ambientale un po’ più lontano.

Una novità assoluta dell’edizione 2020 è stato invece il nuovo premio dell’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile per la “Giusta transizione”, assegnato a Enel Foundation per il suo progetto Open Africa Power. La Fondazione Centro Studi Enel è un’organizzazione no profit indipendente, fondata dal Gruppo Enel, che si occupa di iniziative a supporto della transizione energetica globale, verso un futuro sempre più sostenibile, rappresenta inoltre una piattaforma scientifica di ricerca che coinvolge i più importanti attori della comunità imprenditoriale. Due menzioni speciali Asvis sono andate a Rosa Tiziana Bruno e a Novamont. (Immagine di copertina © Earth Prize International – Pagina Facebook)

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