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Luino | 4 Ottobre 2020

Sversamenti a Luino, “Ancora corretto e valido il detto chi sbaglia paga?”

Sul tema interviene l'Osservatorio "Felice Cavallotti" di Luino, che attraverso una lunga riflessione pone diversi quesiti ai protagonisti coinvolti nel caso

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Riceviamo e pubblichiamo una nota inviata dall’Osservatorio “Felice Cavallotti” di Luino, che interviene sulla situazione legata agli sversamenti di liquami nel lago Maggiore, a Colmegna, per permettere che non vengano sospesi i lavori di riqualifica dei viadotti lungo la SS394.

Stando a quanto affermato da ARPA Lombardia, Regione Lombardia e dal Comune di Luino, una spesa di 450-500mila euro sarebbe eccessiva rispetto alla quantità di liquami che saranno sversati, un litro per mille litri cubi di acqua.

Il tema, oltre ad innescare le critiche dei pescatori dell’Alto Verbano, negli scorsi giorni, prima ha preoccupato la popolazione luinese che, successivamente, dopo le spiegazioni del sindaco Enrico Bianchi, almeno sui social, ha capito la problematica della questione.

Ecco la nota inviata dall’Osservatorio “Felice Cavallotti”.

Siamo all’interno di una rocambolesca storia alimentata da fittizie impalcature, da assicurazioni che diventano, dopo una insistente campagna sui social, preoccupazioni di pericolosità attraverso cartelli che limitano il passaggio a determinati carichi di peso, per finire con un intervento d’urgenza significativo.

Condizioni di questo genere obbligano il cittadino ad interrogarsi sul valore delle decisioni sulla loro coerenza con i principi e le idee espresse all’interno di un mondo ormai “tecnico”, dove più nessuno ha una visione totale dei processi, diventa azione complessa che può inciampare in errori interpretativi, ma risulta un agire fondamentale per evitare di perdersi nell’insufficienza degli slogan e delle opinioni, oltre che aiutare ad educarsi al fenomeno dell’intuizioni

Passiamo al secondo atto del racconto: il problema degli sversamenti deciso in questi ultimi giorni, una decisione di sversamento di una modica quantità di acque reflue nel lago di una infrastruttura data in gestione dalla società Verbano Spa: infrastruttura da tempo presente nell’area di cantiere ANAS SS394 tra il Comune di Luino e Maccagno. Problema che sembra arrivato ad una sua risoluzione, dopo due anni di costanti discussioni, importanti progettazioni, complesse gare di appalto e possibili contatti, forse sarebbe stato meglio dire convenzioni, tra i due Enti coinvolti, le Amministrazioni Comunali e qualche Associazione interessata.

Cosa strana, però sembra che questa previsione rimozione e rifacimento della condotta fognaria sembra sia stata persa nelle pieghe della burocrazia, meglio sarebbe dire “forse” dimenticata, nei vari protocolli e nelle tante conferenze di servizio svolte per coordinare l’intervento e valutare la qualità, diretta e indiretta, dei lavori.

Tant’è che oggi viene investita dal solito statuto dell’emergenza, obbligando la politica ad una reazione, di cui spesso poi ci si pente, di “valutazione forzata” motivata dalla relazione costi/benefici e da diktat fuori luogo: o si fa così, oppure si ritardano i lavori provocando il proseguimento dei disagi e gli inevitabili costi supplementari per tutta la cittadinanza.

COSTI SUPPLEMENTARI e RELAZIONE COSTI/BENEFICI

Facciamoci dunque delle domande per capire:

– come mai il rifacimento provvisorio del condotto fognario presente per permettere l’avanzamento dei lavori di ripristino del viadotto, non è stato preventivato in fase di progettazione e di appalto? Pensiamo al costo del collegamento provvisorio e non all’opera intera, visto che questa evidentemente si sarebbe dovuta obbligatoriamente ricostruire e dunque finanziare.

– Ci chiediamo: chi avrebbe dovuto finanziare tale opera? Il gestore della depurazione, in questo caso Verbano Spa, oppure ANAS che è di fatto il committente dei lavori di ripristino stradale?

– Come mai non c’è stato un coordinamento, dunque una convenzione scritta che stabiliva chi e quando: chi doveva finanziare e in che tempistica si sarebbe dovuto mettere in opera il condotto fognario?

– Se ogni lavoro articolato va coordinato da un responsabile unico del procedimento, come mai si è arrivati solo in fase di realizzazione avanzata ad evidenziare tale anomalia? Come mai, se sono stati fatti degli accordi tra i due Enti, non si è intervenuti tempestivamente a farli rispettare?

– Come mai solo oggi, dopo mesi di discussioni, si arriva con dati precisi sui carichi di inquinamento e sui costi ordinari e supplementari a giustificare la deroga di sversamento e dunque il mancato grado di sostenibilità dell’evidente accettazione di legittimità di danno ecologico?

– Questa deroga, perché di deroga si sta parlando, non potrebbe forse cadere in una interpretazione affrettata di una presa di posizione eccessiva da parte degli enti coinvolti?

– Questa deroga, qualora si ritenesse ingiustificata, non mette in crisi tutti i principi di cura e custodia dei beni comuni di cui si continua a discutere? Oppure questi possono essere dimenticati (solo dagli Enti pubblici e da qualche solito malfattore) a dipendenza dei bisogni contingenti, sostituendoli con eventuali regalie sotto veste di compensazione?

Bene, ad ogni domanda verrà data sicuramente una risposta. Diteci quali sono le vere cause che hanno portato a questa condizione di incertezza; fateci capire, se c’è stato, dove c’è stato un possibile malfunzionamento per evitare che si possa ricadere in deviate possibili interpretazioni di un uso eccessivo di autorità; dite a noi cittadini solo come si possono correggere questi ingiustificabili errori, perché a noi interessa conoscere cosa ci dobbiamo aspettare in futuro e non conoscere i nomi di possibili responsabili; questa seconda preoccupazione, qualora ci fosse, non aspetta a noi giudicarla.

Fateci sapere, tranquillizzandoci, se la prossima volta che sentiremo parlare di sostenibilità dovremo sorridere e continuare a pensare che: cambiano le conoscenze, cambiano le prospettive politiche, l’unica cosa che non cambia è il valore del dio denaro sul Dio-natura.

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Una replica a “Sversamenti a Luino, “Ancora corretto e valido il detto chi sbaglia paga?””

  1. Rolo ha detto:

    Certo, tutti bravi dopo, a criticare e dare suggerimenti postumi!
    Però, anche se condividiamo molte asserzioni ci chiediamo dov’era l’Osservatorio mentre eravamo impegnati ad evitare lo sversamento?
    Abbiamo letto (LuinoNotizie del 21.09.2017) che l’Osservatorio “agirà nella piena consapevolezza di chi sa quanto sia importante per ottenere e garantire un risultato di interesse comunitario la ricerca delle relazioni, la ospitalità della alterità e la conseguente accettazione dell’ibridazione dei pensieri. E sa anche che questa possibilità la si può ottenere solamente andando a stimolare la volontà di ascolto e di dialogo di tutte quelle espressioni, enti, cellule o individualità, che interagiscono per e con il territorio”. Orbene, ribadiamo: DOVE ERAVATE IN QUESTI MESI? CHE RISULTATO DI INTERESSE COMUNITARIO AVETE OTTENUTO? DI CHI E QUALE VOLONTA’ DI ASCOLTO AVETE STIMOLATO?
    Non perdete tempo a risponderci, non seguiremo nessuna polemica e probabilmente avrete presto altre opportunità per dimostrarci i vostri interessi per il bene della comunità.

    A.S.D. PESCATORI ALTO VERBANO – Luino –

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