Roma | 28 Settembre 2020

Ticino, dopo il referendum non cambiano le priorità: “Non un euro di meno ai Comuni di frontiera”

Il senatore dem Alfieri torna a riflettere sull'esito dell'iniziativa, in relazione al futuro dei rapporti tra i due Paesi. "No a più tasse per i frontalieri"

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“Se la bocciatura del referendum ‘anti frontalieri’ è stata una buona notizia per le relazioni tra Roma e Berna, non possiamo far finta di non vedere l’affermazione, seppur risicata, del ‘Sì’ in Canton Ticino, così come i toni xenofobi che hanno accompagnato la campagna referendaria oltre confine”.

Con queste parole il senatore del Partito democratico Alessandro Alfieri torna a riflettere sull’esito della iniziativa popolare “per una immigrazione controllata”, a seguito delle prime impressioni rilasciate nella mattinata di oggi insieme ai consiglieri regionali Samuele Astuti e Angelo Orsenigo.

L’economia dei territori di frontiera – prosegue Alfieri – non può ogni volta essere messa in discussione dalle iniziative politiche dei partiti sovranisti ticinesi, e non sono più accettabili campagne discriminatorie nei confronti dei nostri lavoratori. Per questo motivo siamo convinti che il risultato referendario del 27 settembre possa essere finalmente un punto di partenza per la costruzione di un sistema che metta una volta per tutte al sicuro due principi cardine“.

In primo piano restano ovviamente le questioni inserite nel dibattito sulla revisione degli accordi bilaterali del 1974, quelli che regolano la distribuzione degli storni, sulle imposte pagate dai frontalieri in Svizzera, ai Comuni di frontiera in cui risiedono i lavoratori. Fondi che hanno un peso rilevante a bilancio e che ogni anno contribuiscono alla realizzazione di opere pubbliche, ma rispetto ai quali sulla base dell’impegno preso alcuni anni fa per rivedere gli stessi accordi, tramite passaggio parlamentare, potrebbero cambiare diverse cose, dalla richiesta su sponda svizzera di trattenere una quota maggiore dei ristorni, allo scenario in cui a gestire i fondi potrà essere direttamente lo Stato, con conseguente perdita dell’autonomia dei singoli Comuni su questa delicata fonte di sostentamento.

Non un euro di meno ai Comuni di frontiera – ribadisce in merito il senatore dem – non un euro di più di tasse ai lavoratori frontalieri. Nel futuro accordo i Comuni di frontiera dovranno continuare a percepire lo stesso livello di risorse garantito dal sistema dei ristorni, fondi necessari per dare a tutti i cittadini i servizi essenziali; allo stesso tempo non dovrà esserci un aumento della tassazione per gli attuali lavoratori frontalieri, che hanno progettato la propria vita sulla base del sistema fiscale attualmente in vigore“.

A tale proposito, per la giornata di domani è prevista la visita in Italia del presidente della Confederazione elvetica, Simonetta Sommaruga. “Sarà un primo importante momento per affrontare le questioni aperte tra i due Paesi – afferma in conclusione Alfieri – a partire anche dalla valorizzazione delle economie di frontiera”.

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