Luino | 18 Settembre 2020

Dissesto, territorio e ambiente: pioggia di fondi dal “Recovery fund” anche per l’alto Varesotto

Ieri il senatore (Pd) Alessandro Alfieri, in visita a Luino anche per appoggiare Enrico Bianchi, ha spiegato nel dettaglio il progetto che partirà a metà ottobre

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209 miliardi di euro da spendere in sei anni e che arriveranno in Italia fino al 2023. Di questi 82 miliardi saranno a fondo perduto. Sono queste le cifre previste per il nostro paese, uno degli Stati più colpiti dalla pandemia, dal “Recovery fund”, “fondo di recupero”, finanziamento necessario per ripartire e finanziare la ripresa attraverso una raccolta di liquidità da parte dell’Europa con l’emissione di particolari “Recovery Bond”.

Dei sette cluster previsti dal Governo per il piano, con le “Linee Guida per la definizione del piano nazionale di ripresa e resilienza” presentate ieri, un capitolo importante potrebbe interessare anche l’alto Varesotto, nello specifico quello relativo la “Rivoluzione verde e la transizione ecologica”.

Il nord della provincia, infatti, sempre più spesso, è colpito da nubifragi violenti che causano ingenti danni, come avvenuto lo scorso agosto tra Maccagno con Pino e Veddasca, Dumenza e Curiglia con Monteviasco, dove il piccolo paesino oltre a non aver riavviato la funivia, a due anni dall’incidente che ha causato la morte di Silvano Dellea, oggi è isolato anche a causa della frana caduta sulla SP5.

Per questa ragione ieri pomeriggio Alessandro Alfieri, senatore varesino del Partito Democratico, ha voluto lanciare la sfida agli amministratori locali della zona in un incontro presso la sede di via Manzoni, in cui ha annunciato le grandi opportunità previste anche per l’alto Varesotto derivanti dai fondi dal “Recovery fund”, dopo aver fatto visita ai sindaci a fine agosto Fabio Passera, Corrado Nazario Moro e Nora Sahnane, che amministrano i tre paesi più colpiti dall’ultima tempesta.

“Al di là delle emergenze, da tempo mi sto confrontando con i sindaci – commenta il senatore Pd -, e queste sono riflessioni condivise che interrogano anche noi a Roma. Per questo vogliamo rafforzare gli interventi e mitigare il rischio idrogeologico. Dobbiamo pulire i boschi e mettere in sicurezza il territorio e questo è possibile con il piano che, insieme all’Europa, il Governo sta portando avanti, il Recovery Fund“.

Alfieri ha voluto presentare ieri il progetto a Luino per coinvolgere i primi cittadini della zona che, insieme a Comunità Montana Valli del Verbano, potrebbero collaborare ed elaborare un piano di interventi legati da un unico tema, vale a dire quella di mettere in atto azioni utili per la prevenzione al dissesto idrogeologico. “Si tratta di necessità strutturali, non solo di emergenza come avvenuto in queste ultime settimane – continua Alfieri -. L’ambizione è quella di inserire l’alto Varesotto dentro la sfida del Recovery, sarebbe un’opportunità per tutte le aree politiche, in modo trasversale”.

Il senatore Pd, inoltre, ha voluto sostenere “Proposta per Luino” con Enrico Bianchi sindaco, una delle quattro liste che domenica e lunedì si contenderà al voto Palazzo Serbelloni. “Con Enrico ci conosciamo di una vita, ha fatto un grande lavoro costruendo una lista civica che ha coinvolto numerose persone che si riconoscono in questa comunità. Saremo a sua disposizione per dargli una mano, anche su progetti più importanti, ma Luino deve tornare ad essere il Comune di riferimento per il territorio”.

Diversi gli interventi fatti dagli amministratori. Sul piano sono tanti i temi da chiarire, ma “la disponibilità a mettersi in gioco e collaborare per il bene del territorio e per migliorare la situazione del nord della provincia ci sono”, come ha spiegato Fabio Passera, cercando di coinvolgere appieno sia Comunità Montana Valli del Verbano che tutti i primi cittadini dal “diverso colore politico”.

“Quella delle nostre valli è una situazione al collasso – commenta il sindaco di Dumenza Moro -. Dobbiamo consolidare e sistemare la SP5 e la SP6, non pensare a realizzare altre strade. Per me, infatti, la Piero-Lozzo non è una priorità, anche se sono stato uno tra i primi firmatari del progetto. Non abbiamo bisogno del rimboschimento, ma di tagliare alberi e piante dopo sessant’anni. Bisogna avere la possibilità di poter compiere manutenzione e non rischiare sanzioni come avviene oggi, sono questi gli strumenti da cambiare”.

Anche per il sindaco di Germignaga, Marco Fazio, nonché vicepresidente della Comunità Montana Valli del Verbano, “Questa è un’opportunità da non perdere. Si tratta di una straordinarietà di progetti, ma bisogna lavorare su una struttura in grado di occuparsi quotidianamente nella gestione dei boschi così come la manutenzione dei corsi d’acqua. Proprio su questo argomento, un altro problema su cui riflettere sono le competenze comunali, regionali, dell’AIPO e delle autorità superiori. Troppi organismi e protagonisti in campo generano un’inattività, si muore così aspettando le autorizzazioni del caso”.

“Un grazie ad Alessandro (Alfieri, ndr) – ha concluso Enrico Bianchi -, che è venuto a trovarci, a dimostrazione del fatto che al di là di ogni appartenenza è fondamentale che vi siano risposte concrete. Mi auspico di poter fare insieme qualcosa di importante con tutti gli altri sindaci. Qui è arrivato il Governatore di Regione Lombardia, Attilio Fontana, la scorsa settimana, e non ha portato nulla di concreto. Questo è quello che fa la differenza. Non ci nascondiamo dietro le nostre identità, anzi sono convinto che proprio queste possano esaltare una progettualità concreta. Noi di ‘Proposta per Luino’ siamo un laboratorio per partire con queste modalità. L’ambiente e l’agricoltura di montagna sono fondamentali, e questi fondi ci possono aiutare a sviluppare poi un progetto lungimirante riguardante il turismo ambientale e sportivo”.

Così entro gennaio 2021 i sindaci, insieme alla Comunità Montana Valli del Verbano, dovranno elaborare un piano utile per sviluppare i progetti da condividere insieme e rendere più sicuro il territorio.

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