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Lavena Ponte Tresa | 18 Settembre 2020

Baldoria in piazza a Lavena Ponte Tresa, ma il dibattito tra giovani e adulti corre su Facebook

Gli adolescenti comparsi nel video di una cittadina, indignata per gli schiamazzi notturni, si difendono sul social. Boniotto: "Abbiamo capito di cosa hanno bisogno"

Tempo medio di lettura: 2 minuti

E’ bastato un video di ventisei secondi, pubblicato su Facebook da una cittadina di Lavena Ponte Tresa, per innescare un confronto intergenerazionale, a tratti anche acceso, con centinaia di commenti in coda al post apparso sul principale gruppo che riunisce la comunità locale sul social network.

Da una parte gli adulti, i genitori, stanchi di perdere il sonno a tarda sera – ma anche nel cuore della notte – a causa degli schiamazzi di un gruppo di giovani e giovanissimi, che rappresentano l’altra fazione coinvolta nel dibattito e che ammettono la loro “passione” per la baldoria notturna alimentata da canzoni cantate a squarciagola e balli sull’asfalto.

Ogni weekend la stessa storia“, giurano alcuni residenti della città lacustre, preoccupati non solo per la qualità del sonno e la quiete nel quartiere, ma anche per il rischio che gli eccessi di ragazzi e ragazze possano sfociare in atti vandalici e risse, come avvenuto ad esempio ad inizio estate.

Nulla di tutto ciò compare nel video incriminato, è bene sottolinearlo, ma i versi trap scanditi in coro come fossero filastrocche, tra un parcheggio circondato da abitazioni e piazza san Giorgio, nei pressi della chiesa, hanno aperto una voragine tra le parti, incapaci di trovare un punto d’incontro negli oltre duecento commenti digitati sotto al video registrato con lo smartphone, tutti all’insegna del profondo solco che renderebbe perfettamente distinguibili “l’educazione di una volta” e le “discutibili forme di divertimento” dei giovani d’oggi. Tra le righe digitali del social c’è anche chi – fazione dei genitori indignati – invoca un approccio diverso da parte delle famiglie degli esagitati. Un approccio che vada oltre i semplici richiami verbali.

Ma è davvero soltanto una questione di educazione, di modelli malsani e di forme inappropriate con cui fare gruppo, oppure gli adolescenti e i neo diciottenni soffrono una mancanza di spazi e di alternative per i momenti “ricreativi”, in una città che alcuni non esitano a definire “morta”?

“Sono in contatto diretto con molti dei ragazzi che vedete in giro – ha commentato l’assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili di Lavena Ponte Tresa, Valentina Boniotto, rivolgendosi a tutti gli utenti della pagina Facebook – i quali stanno chiedendo un paio di cose, per esempio un tavolo da ping pong e il campo da basket del centro sportivo. Quest’anno è stato molto difficile per tutti loro perché hanno avuto le scuole chiuse, non hanno fatto sport e questo è stato il problema più grande, ma durante ‘Lavena Beach‘ (kermesse estiva promossa dal Comune con musica, teatro, cibo, drink e luna park, ndr) siamo riusciti ad accontentarli, ad averli tutti a Lavena. Hanno fatto grigliate, hanno pulito, giocate a carte e posso dire che si sono comportati tutti benissimo – ha precisato l’assessore in conclusione -. Abbiamo capito di cosa hanno bisogno. Certo, ogni tanto vanno su di giri, ma a diciassette anni chi non lo è stato?“.

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