Varese | 17 Settembre 2020

Varese: l’educazione alimentare nelle scuole tra i “progetti rurali” di Coldiretti Donne Impresa

"Torneremo ad informare gli allievi delle scuole del Varesotto con i percorsi didattici", spiega Luana Tosarello. Oggi il 35% dei ragazzi consuma merende fatte in casa

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Con il ritorno a scuola si riapre il dibattito sull’educazione alimentare, fondamentale ai giorni nostri. E Luana Tosarello, leader delle imprenditrici varesine di Coldiretti, lo sa bene e si esprime così in merito ai “progetti rurali” che Coldiretti Donne Impresa porterà avanti anche nel nuovo anno scolastico.

“Torneremo anche quest’anno a formare ed informare gli allievi delle scuole del Varesotto con i percorsi didattici firmati dalle “Donne Impresa” di Coldiretti Varese – spiega la Tosarello – se non sarà possibile recarci fisicamente in classe faremo dei video per portare, virtualmente, gli allievi delle scuole all’interno delle nostre imprese. E’ troppo importante far conoscere il mondo del cibo a tutto tondo“.

“Siamo ovviamente in una fase preliminare, in cui dovremo capire cosa si potrà fare, e come. Ma la volontà di esserci è ferma, anche attraverso ciò che la tecnologia mette oggi a nostra disposizione”, conclude Luana Tosarello.

Un esempio lampante delle abitudini alimentari degli alunni arriva dall’indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione dell’inizio dell’anno scolastico in riferimento al tipo di merenda consumata nella pausa di metà mattina: circa il 35% degli alunni consuma cibo preparato a casa, come panini o frutta fresca, superando la percentuale di ragazzi che invece compra prodotti già confezionati alle macchinette (25%). Infine, solo il 7% dei ragazzi, durante l’intervallo a scuola, consuma pizza o focacce comprate nelle panetterie.

Pare che le nuove regole di distanziamento sociale imposte a scuola abbiamo in qualche modo favorito il ritorno alfai da te” casalingo, con il coinvolgimento spesso dei ragazzi stessi durante la preparazione. Il distanziamento ha inoltre ridotto sensibilmente il tradizionale scambio di merende tra i compagni di classe.

Insomma una svolta salutistica importante anche dal punto di vista nutrizionale visto che nei periodi precedenti alla pandemia la maggioranza del 54% dei bambini italiani faceva una merenda inadeguata con il consumo di alimenti con eccessiva densità calorica.

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