Varese | 16 Settembre 2020

Coldiretti Varese, scatta la corsa a porcini: ecco il decalogo per i “fungiatt”

Numeri ancora lontani dall’annata “super” del 2019. Dopo gli incidenti gravi già registrati, Coldiretti ricorda di prestare attenzione durante la raccolta nei boschi

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Una stagione “in ritardo” e lontana dai numeri dello scorso anno. Ma i cercatori di funghi non si scoraggiano e, anche in provincia di Varese, è già scattata la corsa alla raccolta di porcini, trombette e chiodini, con le piogge delle ultime settimane che hanno finalmente creato le condizioni favorevoli alla crescita dei funghi.

Le attività di raccolta nell’area prealpina registrano un vero boom, spinte dal ritorno del bel tempo, ma anche dalla voglia di trascorrere tempo libero all’aria aperta passeggiando tra i boschi che consentono molto facilmente di rispettare il distanziamento sociale che caratterizza questo periodo di emergenza covid.

Non mancano, purtroppo, gli incidenti anche mortali che già in questa prima fase di stagione si sono verificati sulle montagne del settentrione lombardo. È quindi necessario rispettare ogni norma di sicurezza ed evitare le improvvisazioni: in particolare, non ci si deve mai avventurare su sentieri impervi e sconosciuti, mai tentare azzardi – specie quando la pioggia rende scivolosi i sentieri – e, fattore molto importante, rendersi sempre rintracciabili in caso di bisogno.

Come precisa Coldiretti, è altresì importante seguire alcune importanti regole che vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri. Il tutto senza fidarsi assolutamente di detti e luoghi comuni, ma rivolgendosi sempre – in caso di incertezzaai Comuni o alle Unioni micologiche per eventuali controlli e utilizzando per la raccolta dei funghi dei cestini in vimini al posto di buste di plastica.

LA SITUAZIONE IN PROVINCIA DI VARESE

Il caldo ha rallentato il cronoprogramma di stagione e i funghi sono pressoché assenti nella zona “bassa” della provincia, mentre in quota si trovano in discreta quantità solo in altura. La stagione parte quindi azzoppata e in netto ritardo: colpa in particolare delle temperature notturne che non consentono quell’escursione ottimale in grado di agevolare lo sviluppo dei miceti. Il “termometro” della stagione è, come sempre, quello dei porcini che a inizio settembre scarseggiavano anche intorno ai 1200 metri di quota nelle montagne dell’alta Lombardia, mentre si trovano in discreta quantità solo nella fascia tra i 1500 e i 1800 metri.

È assolutamente troppo presto per fare previsioni o bilanci, secondo Coldiretti, ma difficilmente si ripeteranno i numeri della scorsa stagione, una delle migliori in assoluto degli ultimi anni. Allo stato attuale, oltre ai porcini, predominano le “russule”; i cantarelli sono stati i primi a comparire, ma piccoli e poco abbondanti. Occorre prestare la massima attenzione ai funghi velenosi, dal momento che è già comparsa sul territorio anche l’amanita falloide o tignosa verdognola, il fungo assai diffuso e più pericoloso esistente in natura a causa della sua tossicità estremamente elevata.

La nascita di porcini, chiodini, finferli e altre varietà per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco, sottolinea la Coldiretti prealpina. Una risorsa importante per il comprensorio del Varesotto che può contare, in provincia, su 55mila ettari di foresta: l’indice di boscosità è il più alto di tutta la Lombardia.

L’attività di ricerca non ha solo una natura hobbistica che coinvolge moltissimi vacanzieri, ma svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.

Nel caso in cui i funghi non vengano raccolti ma acquistati, Coldiretti invita a verificare l’indicazione del luogo di raccolta o coltivazione e dell’origine in etichetta o su appositi cartellini, sui quali deve essere riportato obbligatoriamente. Le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, compresi tartufi e funghi spontanei. Si tratta di una garanzia – continua Coldiretti Varese – per sapere se i pregiati frutti del bosco sono stati raccolti nella Penisola o se sono arrivati in Italia da Paesi lontani con minore freschezza e garanzie di qualità e sicurezza alimentare. I funghi sono ricchi di proteine e fibre, poco calorici, poveri di sodio e ricchi di potassio e in Italia durante l’anno se ne consumano in media circa un chilo a testa.

IL DECALOGO DI COLDIRETTI VARESE PER IL “CACCIATORE” DI FUNGHI”
– Documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie condizioni fisiche
– Comunicare a qualcuno il proprio tragitto evitando le escursioni in solitaria;
– Attenzione ai sentieri nel bosco che possono diventare scivolosi a causa della pioggia;
– Consultare i bollettini meteo e stare attenti al cambio del tempo;
– In caso di rischio fulmini non fermarsi vicino ad alberi, pietre e oggetti acuminati;
– Usare scarpe e vestiti adatti con scorte di acqua e cibo;
– Non raccogliere funghi sconosciuti;
– Verificare i limiti alla raccolta di funghi con i servizi micologici territoriali;
– Pulire subito il fungo da rami, foglie e terriccio;
– Per il trasporto meglio usare contenitori rigidi e areati che proteggono il fungo.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127