La nuova vita dell’oro usato: come viene riconvertito?
Sono molte le occasioni in cui ci si potrebbe rivolgere al compro oro, soprattutto per ricavare da monili che non si indossano più una quotazione vantaggiosa. Ti sei mai chiesto cosa accade una volta che l’oro usato viene quotato (clicca qui per vedere quanto può valere il tuo)? All’interno di questo approfondimento troverai tutte le risposte su come lo utilizzano i compro oro.
Oro usato: come viene riutilizzato dopo essere stato venduto?
Nella gran parte dei casi, i gioielli o gli oggetti presentati ai compro oro mostrano i segni dell’usura del tempo, oppure hanno perso gran parte del loro valore funzionale. Questa caratteristica li porta a essere classificati come rottami d’oro, poiché non sono rivendibili. Ecco dunque che per riuscire a trarne dell’oro puro diventa necessario a fondere questi oggetti. Di fatto i compro oro sono gli unici autorizzati dalla normativa pubblicata nell’anno 2000 a svolgere questo tipo di attività. I compro oro sono in possesso di una licenza particolare, che viene rilasciato dalle autorità competenti e che li autorizza a rivendere l’oro acquistato dai privati alle fonderie. Quest’ultime, infatti, per evitare qualsiasi tipo di riciclaggio non possono acquistare dai privati. Dopo aver controllato che non vi siano pietre preziose o altri elementi, colui che lavora presso il cambio oro certificherà che gli oggetti siano esclusivamente scarti destinati alla fusione.
Dai compro oro alle fonderie: cosa accade all’oro usato
L’oro in commercio non è puro: per creare oggetti di valore viene amalgamato con altri metalli che ne consentono la lavorazione. Il grado di purezza di questo antico e prezioso materiale si misura in carati, su una scala che si esprime in ventiquattresimi. Il carato certifica la quantità di oro presente all’interno del prodotto finito. I monili che si acquistano al giorno d’oggi in Italia sono a 18 carati. mentre nei paesi dell’Europa centrale e in Inghilterra è comune trovare oggetti preziosi a 14 carati. Questa misura dipende dalla disponibilità d’oro di un singolo paese, nonché dalle singole normative.
Ad esempio, nei paesi arabi i gioielli arrivano fino a 22 carati. Ne deriva perciò che, a seconda di dove è stato acquistato un gioiello, in un compro oro si avrà un valore diverso dopo la trattativa. Ad ogni buon conto, quel che accade una volta venduto il proprio oggetto è sempre lo stesso. Arrivato in fonderia, l’oro viene messo all’interno di forni speciali, che impiegano per la combustione una miscela di acetilene ed ossigeno e arrivano fino a 1064 gradi, temperatura alla quale fonde questo materiale.
Anche se i procedimenti per ottenere l’oro puro sono diversi, tutti iniziano dalla fusione. Il metallo da fondere viene posto all’interno di crogioli di grafite, un materiale molto refrattario, precedentemente unto con olio di lino, che favorisce lo scorrimento del metallo allo stato fuso. L’oro viene successivamente colato nelle staffe, anch’esse fatte di grafite e unte con l’olio di lino: ora è possibile procedere alla separazione dell’oro puro dai metalli con i quali era lavorato. Dopo essere stato raffreddato, il liquido viene filtrato ed è pronto per la valutazione della purezza e la successiva riconversione in altri oggetti, lingotti o gettoni.
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