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Luino | 31 Agosto 2020

“Fare sistema con il territorio è l’unico modo per il rilancio di Luino”

Venerdì l'incontro di presentazione del candidato consigliere Alessandro Franzetti (Sogno di Frontiera). Franco Compagnoni: "Luino dovrà essere guida di tutti i paesi"

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Quando mancano ormai poco meno di quattro settimane alla chiamata alle urne dei luinesi, continua a spron battuto la campagna elettorale nella città lacustre, dove sono quattro le liste a contendersi lo “scettro” di Palazzo Serbelloni. Quattro i candidati sindaci: Furio Artoni (Azione civica per Luino e frazioni), Enrico Bianchi (Proposta per Luino), Alessandro Casali (#luinesi) e, infine, Franco Compagnoni (Sogno di Frontiera).

Proprio quest’ultimo venerdì sera era presente all’incontro di presentazione della candidatura a consigliere di Alessandro Franzetti, 37enne già amministratore nel primo mandato di Andrea Pellicini ed ex presidente del consiglio comunale, una figura che più volte in questi anni si è spesa sia per organizzare incontri ma anche per proporre idee ed iniziative, soprattutto culturali, sul territorio.

A moderare la serata è stata la professoressa dell’Università dell’Insubria, Paola Biavaschi, che ha fatto diverse domande a Franzetti, soprattutto sui temi più attuali e riguardanti cultura, associazionismo e politiche giovanile, delega quest’ultima che aveva ricoperto tra il 2010 e il 2015.

Franco Compagnoni, dopo l’introduzione della professoressa Biavaschi, ha voluto soffermarsi sul bagaglio politico-amministrativo di Alessandro Franzetti: “Importante la sua esperienza, utile per pensare come giovinezza e freschezza siano sinonimo di innovazione, ma che dietro tutto questo sia necessaria la sostanza. Alessandro è questo e la sua passione l’ha dimostrata dando il via lui, per primo, alla campagna elettorale, lanciando la sua candidatura a sindaco. Uno slancio giovanile e consapevole, soprattutto prendendosi responsabilità importanti rispetto a quello che si sarebbe poi innescato”.

Prima di lasciare la parola a Franzetti, però, il cardiologo luinese ha commentato la situazione del centrodestra luinese, con la rottura tra Fratelli d’Italia-Forza Italia e la Lega. “Dopo dieci anni di amministrazione Pellicini, è stato difficile trovare un elemento di sintesi per cogliere un’espressione condivisa nel centrodestra. Se ci fosse stata coalizione non ci sarebbero stati problemi, ma il fratricidio partitico che ha portato a questa situazione è già chiaro di per sé, lo reputo molto significativo”. Compagnoni poi ha parlato del futuro, di una rigenerazione urbana non più procrastinabile, soprattutto per l’area Ratti. “Dovremo mettere le mani sulla città, lo faremo con estrema trasparenza”.

È stato Franzetti, invece, ad entrare più nel dettaglio del programma, parlando di politiche giovanili e di scuola, con un’attenzione particolare ai ragazzi che una volta diplomatisi sono costretti a lasciare il paese perchè la realtà luinese non offre possibilità lavorative. “L’età media della popolazione continua ad invecchiare e non vi è ricambio generazionale, se non investiamo nei giovani rimarremo poveri e saremo destinati a morire. Dobbiamo creare coworking, coinvolgendo aziende, e mettere in essere idee per realizzare spazi condivisi, dove si possa sviluppare un’interconnessione per sviluppo, lavoro e progettualità”.

Secondo Franzetti, poi, il Comune deve aiutare tutte le scuole in modo concreto, incentivando non solo il servizio pubblico ma anche quello paritario. Altro punto cardine – ha proseguito il 37enne – è la sinergia con gli istituti, costituendo il consiglio comunale dei ragazzi, in modo tale da far appassionare i nostri piccoli alla “cosa pubblica”, e avviare iniziative per l’aggregazione, ad esempio facendo nascere un albo di volontari per la gestione della Biblioteca di Villa Hussy.

Franzetti punta forte sui trasporti, parlando delle occasioni mancate in questi anni e delle necessità dei frontalieri, “risolvendo i problemi dei quattro collegamenti più importanti verso la Svizzera, Malpensa, Milano e Novara” e sull’ospedale di Luino. “Si tratta di temi che si possono risolvere solo facendo sistema con il territorio – ha continuato Compagnoni -, dobbiamo farlo essendo dinamici e sfruttando tutte le possibilità. Luino deve essere capofila di questo futuro, coinvolgendo tutti i paesi limitrofi”.

Anche in ambito culturale Franzetti spiega per che rendere grande Luino “bisogna fare sistema”, coinvolgendo nell’attività della comunità tutto il mondo dell’associazionismo che da anni organizza iniziative, eventi e rassegne per tutta la popolazione. I riferimenti, in primis, vanno all’Università Popolare e al Centro San Carlo Borromeo, senza dimenticare l’idea, di cui si è discusso tante volte già in passato, di realizzare un calendario degli eventi, lavorando insieme anche agli altri Comuni e ai luoghi della cultura sparsi sul territorio. “Dobbiamo fare rete, parlare, confrontarci, il nostro territorio è già bellissimo, e siamo avvantaggiati, l’obiettivo primario dovrebbe essere quello di creare emozioni sfruttando la nostra bellezza”, conclude Franzetti.

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