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Alto Varesotto | 30 Agosto 2020

Il maltempo dà una tregua, ma si contano i danni da Curiglia a Maccagno

Il borgo di Curiglia con Monteviasco rimane isolato, si studia una passerella. Migliora la situazione in Veddasca mentre continuano le ricerche del disperso

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Mentre il sole è tornato timidamente a splendere sull’alto Varesotto, proseguono gli interventi per mettere in sicurezza e risolvere tutte le gravi criticità presenti in Val Dumentina e in Val Veddasca dopo il violento nubifragio che ha colpito tutta la zona nella giornata di ieri.

Le criticità più gravi si sono registrate tra Curiglia con Monteviasco e Dumenza, dove il piccolo paese di montagna al momento è ancora isolato dal resto della valle a causa di una grave frana che ha completamente divelto la Sp6. Il presidente di Comunità Montana Valli del Verbano Simone Castoldi insieme al suo vice Marco Fazio ha effettuato alcuni sopralluoghi stamane, confrontandosi con la sindaco Nora Sahnane e il sindaco di Dumenza Corrado Nazario Moro, che hanno parlato a lungo con il geologo della provincia per capire se riuscire o meno a posizionare una passerella pedonale.

Da ieri, infatti, Curiglia con Monteviasco è completamente isolata ed il problema, oltre all’incidere sulla quotidianità dei residenti, riguarda anche la preoccupazione per eventuali soccorsi sanitari da garantire alla comunità. La prima cittadina, insieme ai consiglieri, ha pulito il parcheggio a Ponte di Piero, vicino alla funivia, dove può atterrare l’elisoccorso del 118.

In Veddasca la situazione sembra sia lentamente in miglioramento, con le frazioni che sono tornate raggiungibili, nonostante ancora non vi siano novità in merito alle ricerche del 38enne comasco che ieri è stato travolto dal torrente Molinera mentre era in cerca di funghi con un suo amico. Al lavoro ci sono i vigili del fuoco del nucleo S.A.P.R. (Sistemi Aeromobile a Pilotaggio Remoto), gli specialisti del S.A.F. (Speleo Alpino Fluviale), gli aerosoccorritori del reparto volo Lombardia a bordo del “Drago 84”, il personale del T.A.S. (Topografia Applicata al Soccorso), una squadra di terra, i volontari del Soccorso Alpino, quelli della Protezione civile e i carabinieri della stazione di Maccagno.

“Abbiamo fatto il punto della situazione con il Sindaco di Curiglia, confermando la disponibilità a supportare la popolazione isolata con generi di prima necessità – commenta il presidente della CRI Luino e Valli, Pierfrancesco Buchi -. Al sindaco di Maccagno e al Comandante dei Carabinieri Volpini abbiamo messo a disposizione tre psicologi di Croce Rossa (una del Comitato di Luino, le altre attivate dalla SOR regionale) a supporto dei famigliari del ragazzo disperso che per ora sono a Maccagno in attesa di qualche sviluppo nelle ricerche. Inoltre una nostra ambulanza aggiuntiva per il soccorso in Valle è attiva per tutto il giorno”.

La struttura e l’organizzazione della Croce Rossa ci permettono di dare concreto aiuto in questi frangenti con il nostro know how, le nostre risorse ed il nostro gruppo Emergenza che è sempre in allerta e reperibile per le necessità del territorio. Il tutto all’interno di un contesto dove Vigili del Fuoco, Forze di Pubblica Sicurezza, Protezione Civile e Soccorso Alpino stanno facendo un lavoro straordinario”, conclude Buchi.

“La bomba d’acqua che si è portata via un tratto della strada provinciale 6 che porta a Curiglia è l’ennesimo segnale che è necessario costituire una sorta di unità analisi rischi e programmazione interventi, con la partecipazione degli enti locali e guidata dalla protezione civile, in sinergia con l’ufficio territoriale regionale”, commenta Giacomo Cosentino, consigliere regionale e membro della commissione ambiente e protezione civile.

“Nel mese di luglio io e Alberto Barcaro (consigliere provinciale delegato alla Protezione Civile) – continua Cosentino – abbiamo promosso un incontro con le comunità montane e l’ente parco del campo dei fiori per iniziare a discuterne. Ci riaggiorneremo a breve per fare un passo avanti: i singoli comuni non hanno competenze e risorse necessarie per la manutenzione e messa in sicurezza del territorio, bisogna fare squadra e darsi una mano a vicenda. Ciò non vuol dire che si potranno evitare queste situazioni ma sicuramente si potrà fare qualcosa per diminuire il rischio e contenere i danni”.

Per quanto riguarda il ripristino della strada provinciale che porta a Curiglia come Regione Lombardia stiamo già lavorando per fare la nostra parte. Subito dopo il crollo l’assessore regionale alla protezione civile Pietro Foroni si è confrontato con Alberto Barcaro, io ho sentito il Sindaco e il dirigente dell’ufficio territoriale della Regione e oggi abbiamo fatto il punto. Gli uffici stanno valutando i presupposti tecnici per capire che tipo di intervento possiamo fare e in quale fase; la strada è di competenza della Provincia ma vogliamo dare il nostro supporto”.

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