Luino | 23 Agosto 2020

Luino, il messaggio domenicale di don Sergio: “Grazie don Max”

Oggi il saluto a don Massimiliano, che lascerà la Comunità Pastorale "Madonna del Carmine" dopo 6 anni. Il prevosto lo ringrazia a nome di tutti i fedeli luinesi

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(don Sergio Zambenetti) La logica della missione e del servizio alla Chiesa e ai fratelli può aiutarci a vivere la partenza di don Massimiliano dalla nostra Comunità Pastorale e dal nostro decanato.

Il sacerdote è colui che ha detto di sì al Signore Gesù, il quale come un giorno i discepoli, invia per annunciare il Vangelo e testimoniare quell’amore che sperimenta giorno dopo giorno, nel rapporto con Lui. Questa è la logica della missione, che parte dal legame profondo di chi ha incontrato il Signore e avendone sperimentato la bellezza e la ricchezza non può fare a meno di comunicarlo ad altri nei luoghi e nei tempi che il Signore stesso indica attraverso l’azione dello Spirito Santo, che, per i sacerdoti, passa attraverso l’obbedienza al Vescovo. E qui vediamo la logica del servizio alla Chiesa e ai fratelli, che per i sacerdoti diocesani è innanzitutto la Diocesi di appartenenza, nel nostro caso quella di Milano, ma che va anche oltre e abbraccia, se fosse necessario, il mondo intero. Per questo motivo ai sacerdoti è chiesta l’obbedienza al Vescovo nel giorno dell’ordinazione, che poi si rinnova ogni giovedì santo durante la s. Messa crismale in Duomo, perché dove è necessaria la loro presenza essi ci siano.

Dopo questa premessa, con la quale desidero chiarire il perché del trasferimento di un sacerdote, devo anche affermare che umanamente ciò non è privo di fatica e di sofferenza, sia per il prete stesso sia per la gente con cui ha condiviso le gioie e le difficoltà di una fede condivisa, dove le relazioni hanno un ruolo fondamentale. Ci sono delle pagine bellissime del libro degli Atti degli apostoli in cui vengono descritti i viaggi di S. Paolo con la sua permanenza in alcune Chiese fondate da lui stesso o da altri e i pianti della gente quando se ne doveva andare, perché lo Spirito lo spingeva da altre parti.

Per don Massimiliano è il primo trasferimento, dopo sei anni di permanenza a Luino, dove ha fatto valorizzare le primizie del suo ministero sacerdotale e lo ha fatto con grande impegno e dedizione, tanto che i frutti sono sotto gli occhi di tutti e molti altri ne stanno maturando. Da parte mia non posso che dire grazie, perché in questi anni l’ho avuto come ottimo collaboratore e sapiente consigliere in molte occasioni, nelle quali ho apprezzato la fede, la speranza, la carità e amore alla Chiesa, che caratterizzano il vero cristiano. Insieme a lui e agli altri sacerdoti è stato possibile iniziare con grande serenità l’avventura della Comunità Pastorale, specialmente nell’ambito della pastorale giovanile.

Inoltre ho ammirato la capacità di attrazione dei ragazzi, adolescenti e giovani e di conseguenza dei loro genitori e famigliari, con lo stile della gioia, della determinazione e di un intuito sapiente nell’affrontare le diverse problematiche. L’oratorio e la pastorale giovanile, in genere, sono stati il suo campo di battaglia, che ha saputo affrontare sempre con il desiderio di formare una comunità giovanile consapevole del valore della fede che si incarna nella vita e nella storia. Di questo ne è prova ultima come don Massimiliano ha coinvolto gli adolescenti e i giovani nel tempo del Covid 19, facendoli diventare responsabili nell’opera caritativa e poi con l’oratorio feriale, superando molti ostacoli burocratici e sanitari. Il suo senso pratico e la sua creatività hanno fatto diventare l’oratorio un ambiente bello e accogliente, ma tante altre idee aveva in mente e aveva già progettato, ora non ci resta che operare un’azione di continuità, per non smarrire l’opera iniziata.

Un’ultima cosa, tra molte altre che avrei da comunicare, è l’affetto che don Massimiliano ha dato e ricevuto dalle persone anziane, dimostrazione della sua attenzione ad una umanità senza limiti di età. Il grazie di tutti si unisce alla preghiera che noi rivolgiamo al Signore, con l’intercessione di Maria, perché il sacerdozio di don Massimiliano sia sempre fecondo di bene per lui e per chi incontrerà sulla sua strada.

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