Varese | 13 Agosto 2020

Nei bar e nei ristoranti l’attenzione si sta allentando: “Ben vengano più controlli e sanzioni”

Giordano Ferrarese, presidente provinciale della Federazione pubblici esercizi lancia un appello a colleghi e clientela: «Aiutiamoci a fare rispettare norme anti Covid"

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L’appello, accorato è senza alcun spirito polemico, ha un doppio destinatario: i gestori di bar e ristoranti e i clienti. Fipe/Confcommercio provincia di Varese, si rivolge direttamente a loro chiedendo il rispetto delle norme anti Covid che, nuovo decreto dello scorso 7 agosto alla mano, continuano a regolamentare lo svolgimento delle attività di somministrazione: «Mascherina, misurazione della temperatura, distanziamento, e registrazione della clientela sono le quattro norme sempre in vigore».

Giordano Ferrarese, presidente provinciale della Federazione pubblici esercizi, registra un allentamento del livello di attenzione da entrambe le parti e condivide pertanto l’intensificarsi dei controlli da parte delle Aziende sanitaria locali e delle forze dell’ordine. «Non dobbiamo abbassare la guardia perché nessuno può permettersi un altro periodo di lockdown. Ammende e provvedimenti di chiusura, servono a tornare a fare prevenzione ma a pagarne le conseguenze sono gli esercenti, anche quelli che tentano di non trasgredire le norme a che devono fare i conti gli avventori indisciplinati».

Fipe chiede perciò nuovamente, così come aveva fatto nei giorni di riapertura di bar e ristoranti, la collaborazione dei clienti: «Aiutateci a fare rispettare le regole, utilizzando il buon senso. Rispettare per essere rispettati oggi più che mai diventa fondamentale». Del resto, l’obiettivo di Ferrarese, della Federazione che rappresenta (e della quale è anche consigliere nazionale) e di tutti quanti è quello di «fare tornare a viere le nostre città, tornare a darci la mano quando ci si incontra, salutarci con un abbraccio se lo vogliamo, stare insieme senza mantenere le distanze e senza la mascherina protettiva».

Il presidente di Fipe chiede anche ai colleghi una ulteriore dimostrazione «di professionalità», utilizzando «la cortesia che li contraddistingue» per chiedere alla clientela «quei piccoli sacrifici che ci faranno tornare ad essere gli italiani che non riescono a fare a meno di stare insieme». Sempre ai colleghi, viene anche suggerito di non avere timore di contattare le forze dell’ordine davanti al rifiuto di rispettare le misure rese obbligatorie da decreti e ordinanze in vigore. «Basta una telefonata per tutelare prima di tutta la salute di tutti e subito dopo per salvaguardare la propria attività».

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