Valganna | 30 Luglio 2020

Movimenti sospetti tra i boschi di Marzio e Valganna: timori per il ritorno degli spacciatori

Preoccupazione da parte di alcuni residenti per l'insolito via vai lungo strade poco frequentate. Segnalazioni e dubbi: i pusher sono di nuovo in attività?

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Movimenti sospetti a ridosso di zone boschive poco frequentate: è bastato qualche passaggio di auto in più rispetto al solito per far riemergere un po’ di quell’inquietudine e di quella diffidenza che i residenti di Marzio e Valganna conoscono bene, dopo lalunga lotta allo spaccio nei boschi condotta negli ultimi due anni a suon di denunce e segnalazioni ai carabinieri della Compagnia di Luino, premiati pubblicamente a inizio mese proprio per l’intensa ed efficace attività di indagine che ha consentito di sgominare un’intera organizzazione dedita ad affari illeciti e compravendita di sostanze in tante aree verdi dell’alto Varesotto.

E’ presto per affermare che l’incubo sia tornato, ma chi risiede in zona può assicurare – come si apprende da alcune testimonianze raccolte da La Prealpina – che sulla strada fra Ghirla e Marzio – di solito quasi deserta – un aumento di traffico c’è stato. E certi movimenti sono senza dubbio inusuali.

Auto che salgono e nel giro di pochi minuti scendono nuovamente a valle, in quel lasso di tempo che è giusto sufficiente ad un fugace scambio con il pusher di riferimento. Per poi fare inversione e abbandonare la località.

“Ho visto l’arrivo di diverse auto specialmente a metà della salita, dove si trova una cascina abbandonata e poco prima della cappelletta – fa sapere una testimone tramite le pagine del quotidiano locale -. E’ vero che la strada fra Marchirolo e Ardena è chiusa e, quindi, qualcuno deve transitare per forza di qui. Ma, di certo, tutte queste macchine non sono normali, soprattutto perché salgono, si fermano un attimo e poi tornano quasi subito indietro“.

Il modus operandi degli spacciatori, prima e dopo i blitz decisivi, è sempre stato caratterizzato dall’imprevedibilità, dai continui spostamenti dettati dal timore di essere scoperti e agevolati dalla morfologia dei luoghi. Ecco perché vigilare e segnalare – come ricordato più volte dai carabinieri lacustri, anche in occasione di incontri pubblici con le comunità locali – restano le migliori armi a cui ricorrere per aiutare le forze dell’ordine che presidiano il territorio. E per farsi trovare pronti nel caso in cui il fenomeno dovesse ripresentarsi in maniera inequivocabile.

(Foto di repertorio) 

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