Luino | 10 Luglio 2020

Torna il calcetto in Lombardia: via libera per gli sport di contatto

Da Regione arriva l'ordinanza che disciplina le attività e il corretto utilizzo dei campi e di tutti i locali che fanno parte degli impianti. Ecco i dettagli

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Via libera agli sport di contatto, e per tanti appassionati dell’alto Varesotto e di tutta la Lombardia quello di domani sarà il giorno di un altro passo in avanti verso il ritorno alla normalità.

La Regione ha emanato l’ordinanza che tutti i fan del calcetto – e delle più diffuse discipline di squadra e individuali – aspettavano da tempo. Strutture e impianti possono dunque riaprire le porte che conducono ai campi, grazie al nuovo regolamento che pone una serie di paletti e regole da rispettare, di fondamentale importanza non solo per gli utenti ma anche per i gestori.

Prima di tutto, potranno accedere alle strutture soltanto le persone che non hanno accusato sintomi come febbre, tosse, difficoltà respiratoria e alterazione di gusto e olfatto nei tre giorni che precedono la prenotazione. Ad ogni modo la temperatura corporea verrà misurata all’ingresso e in caso di temperatura superiore ai 37.5 gradi, non sarà possibile disputare la classica “partitella”.

Importante anche in questo ambito, come già visto per diverse altre attività – ad esempio per le sale cinematografiche -, la registrazione dei nominativi di coloro che usufruiscono del servizio e degli spazi messi a disposizione, con il registro presenze che dovrà essere conservato per almeno quattordici giorni.

Relativamente alle altre misure di prevenzione (comportamentali, igieniche e organizzative) restano come riferimento le “linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere” già emanate dal Governo. Tra queste indicazioni, riportiamo di seguito le principali: adeguata informazione, comprensibile anche per gli atleti di altra nazionalità; corretta prassi igienica individuale (frequente igiene delle mani, starnutire/tossire evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; non condividere borracce, bottiglie e bicchieri); mantenimento della distanza interpersonale minima di almeno un metro in caso di assenza di attività fisica; regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni (in questo caso spogliatoi, docce, servizi igienici, attrezzature utilizzate); tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti.

Per quanto riguarda il ricambio d’aria negli ambienti interni, infine, i gestori dovranno verificare l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti di condizionamento è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere in modo totale la funzione di riciclo dell’aria.

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