Cuasso al Monte | 23 Giugno 2020

Ospedale di Cuasso, solo dubbi dopo l’emergenza: “Tornerà tutto come prima?”

Dal Comitato una serie di quesiti alla dirigenza di Asst e Ats sui risvolti del post "centro Covid": "Quando rientreranno in funzione i servizi sanitari?"

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Quale destino attende l’ospedale di Cuasso dietro la fine dell’emergenza sanitaria? Quando si ritornerà a parlare del futuro della struttura, sulla base dei progetti che erano stati concordati prima della pandemia? Ma soprattutto, rientreranno in funzione tutti i servizi sanitari che sono stati sostanzialmente azzerati per fare spazio alla gestione della convalescenza dei pazienti Covid?

I quesiti riportati sono al centro di una lettera, datata 30 maggio, che il Comitato civico per l’ospedale di Cuasso al Monte aveva inoltrato al direttore generale di Asst Sette Laghi, Gianni Bonelli, e al dottor Lucas Maria Gutierrez, dg di Ats Insubria, per chiudere lumi su tempistiche e dinamiche del ritorno alla normalità per il presidio, alla luce dei dati confortanti sul netto miglioramento della situazione coronavirus a livello provinciale e, nello specifico, all’interno della struttura: a fronte delle oltre venti dimissioni di fine aprile, tutte relative a soggetti risultati negativi ai tamponi di controllo, e dunque dichiarati guariti.

Dietro il vero e proprio miracolo della conversione lampo del nosocomio, diventato presidio Covid con settanta posti letto destinati a pazienti provenienti da tutta la regione e affidati al team coordinato dal dottor Michele Bertoni (a capo della struttura complessa di Riabilitazione e recupero funzionale dell’Asst), c’è ora l’attesa, caratterizzata da una forte preoccupazione per il ripristino dei servizi che fanno dell’ospedale un punto di riferimento per la comunità del Ceresio e non solo.

Ambulatori, punto prelievi, radiologia, fisiatria, degenza di neuromotoria e pneumologia riabilitativa: che fine faranno dopo che il nosocomio si è di fatto annullato per rispondere in prima linea alla lotta contro il Covid-19? Il Comitato lo ha chiesto ai due dirigenti con la sopracitata lettera, alla quale è seguita una risposta risentita del solo dg Bonelli – fanno sapere i membri del Comitato – e dunque una controreplica del Comitato stesso che alleghiamo di seguito in forma integrale.

Egregio direttore, veramente ci dispiace che si sia risentito del tono con il quale Le abbiamo sottoposto le nostre preoccupazioni nell’ultima comunicazione.

Ad onor del vero il mese di febbraio chiedevamo l’esito del bando di interesse mentre si entrava nella fase emergenziale Covid-19. Dai diversi contatti attivati, la risposta univoca che ci veniva data era: ‘Siamo in emergenza, di Cuasso ne riparleremo‘.

Ma di Cuasso, anche in febbraio, vi stavate occupando eccome. In accordo con Regione Lombardia, trasformavate tutto il presidio in ospedale ‘esclusivamente Covid post acuti‘, contemporaneamente venivano azzerate tutte le attività esistenti di ricovero e ambulatoriali.

In questa fase, sicuramente importante, abbiamo fattivamente collaborato esponendovi le numerose e varie criticità presenti a Cuasso anche in funzione del neo reparto Covid (in particolare, telefonia e altro… tutto documentato). Questo per sottolineare che non ci siamo mai messi in opposizione ma al contrario siamo sempre stati propositivi.

Le nostre continue domande vertono proprio sul carattere di questa trasformazione: temporanea o definitiva? A questa legittima e semplice domanda non ci avete ancora risposto.

In linea con la situazione Covid lombarda, anche a Cuasso ormai i trasferimenti di pazienti con questa patologia stanno diminuendo in modo, per fortuna, drastico. Comprende allora, egregio direttore, che la nostra preoccupazione è fondata su dati e situazioni reali.

Di conseguenza auspichiamo il ritorno dell’Ospedale di Cuasso alle molteplici attività precedenti e anzi, grazie ai nuovi interventi che hanno aumentato la disponibilità di posti letto, ad un ulteriore incremento dei servizi offerti.

Siamo consapevoli che Lei attui i dettami concordati con ATS e Regione Lombardia ma sottolineiamo che la missione a cui è stato chiamato è di dare risposte alla cittadinanza e quindi ai rappresentanti del territorio : sindaci e Comunità montana.

Ricordiamo che nell’ultimo incontro ufficiale in Comunità montana (novembre 2019) l’argomento della discussione non era stato concluso ma sicuramente disturbato da affermazioni e cifre senza senso riguardo i costi annuali di mantenimento di Cuasso! Anche su questo chiedemmo delucidazioni ufficiali in merito – sempre negate – adducendo da parte vostra l’impossibilità di estrapolare dai complessivi costi aziendali quelli relativi a Cuasso!

Abbiamo inoltre rilevato che alcune notizie diffuse dalla stampa locale hanno ingenerato disinformazione non certo utili al rilancio del nostro ospedale. Noi, come con tutti i dg succedutisi alla guida di questa azienda, siamo sempre stati disposti a confrontarci nel merito di ogni questione, grande o piccola che sia, e auspichiamo di trovare anche in voi una reale predisposizione per tale confronto.

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