Luino | 5 Luglio 2020

Luino, il significato del “lasciare” nel messaggio domenicale di don Sergio

Con la partenza di don Massimiliano e le letture del giorno il prevosto invita a riflettere sul legame che la Scrittura pone tra i verbi "lasciare" e "seguire"

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(don Sergio Zambenetti) La scorsa domenica ho dovuto annunciare a malincuore che il nostro Arcivescovo Mario Delpini ha chiesto a don Massimiliano, nello spirito dell’obbedienza, di terminare il suo ministero qui a Luino per un altro incarico che gli verrà affidato e che ancora non è reso noto.

Abbiamo apprezzato tutti l’impegno adoperato da don Massimiliano per la nostra Comunità Pastorale e in modo particolare per la Pastorale giovanile non solo della nostra Comunità Pastorale ma anche del decanato di Luino e i risultati sono evidenti. Non ultimo l’avere organizzato, con tutte le difficoltà burocratiche e sanitarie l’oratorio feriale, che egli seguirà sino alla fine.

Chiedo a tutti voi di vivere questo momento alla luce della fede e dell’amore alla Chiesa, nella quale i sacerdoti sono chiamati ad essere pastori generosi e disponibili, docili all’azione dello Spirito e pronti ad andare dove i vescovi ritengono ci sia una azione pastorale specifica da svolgere.

Avremo modo di salutare don Massimiliano alla fine dell’oratorio feriale in una domenica del mese di agosto. Don Massimiliano sarà sostituito da don Giuseppe Cadonà, attualmente vicario della Comunità Pastorale “S. Eusebio”, che comprende Casciago, Barasso, Morosolo e Luvinate e suo compagno di ordinazione sacerdotale. Lo conosceremo e fin d’ora preghiamo perché possa continuare il lavoro svolto da don Massimiliano per il bene della gioventù e di tutta la Comunità pastorale.

So quanto è faticoso vivere i distacchi sia da parte dei sacerdoti e sia da parte della gente con cui essi vivono e instaurano rapporti di fraterna amicizia, ma i cammini della nostra esistenza sono a volte imprevedibili per cui ci si deve abbandonare al progetto di Dio, che passa attraverso la concretezza delle situazioni umane o delle decisioni di altri da cui noi dipendiamo.

Nella Sacra Scrittura molti uomini e donne si sono trovati nella situazione di dovere dare risposte, dopo essere stati interpellati da Dio, su questioni che riguardavano la loro vita personale o di un intero popolo.

La prima lettura di questa domenica ci presenta la figura di Abramo, dalla cui risposta al comando di Dio: “Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò”, è sorta una enorme generazione di uomini e donne che hanno cercato e cercano di vivere la propria vita nel segno della fede nel Dio unico. Abramo si è fidato della parola del Signore e ha lasciato tutto verso l’ignoto, certo che chi lo inviava aveva progetti chiari su di lui, sulla sua famiglia e su coloro che, come lui, avrebbero creduto.

La vicenda di Abramo ci sorprende e ci invita ad aprire la mente e il cuore a Dio che guida la nostra vita e che apre davanti a noi strade, che solo lui conosce e che ci chiede di intraprendere, fidandoci della sua Parola e del suo Figlio Gesù.

Vi invito a meditare la pagina del Vangelo di questa domenica, che dopo quella di Abramo, è un ulteriore motivo di riflessione sul verbo
“lasciare”, possibile da comprendere solo in un contesto di fede.

Per consultare integralmente l’ultimo numero del bollettino comunitario “Oltre l’apparenza”, cliccare qui.

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