Luino | 28 Giugno 2020

Luino, il messaggio domenicale di don Sergio alla Comunità. Domani la festa patronale

Il prevosto invita i fedeli a lasciarsi guidare dallo Spirito per "produrre frutti di bene" e a chiedere l'intercessione dei Santi Pietro e Paolo, patroni della Città

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Nella giornata di domani lunedì 29 giugno, verrà celebrata alle ore 10.30 la S. Messa nella Prepositurale dedicata ai Santi Patroni Pietro e Paolo, con la presenza delle autorità civili e militari.

Non verrà effettuata invece, per evitare assembramenti non gestibili, la processione serale con la tradizionale benedizione della Città dal lago.

Di seguito, il messaggio domenicale di don Sergio:

“La storia della salvezza ci sta accompagnando nelle domeniche di questo tempo dopo Pentecoste mostrandoci i lati luminosi ed oscuri degli uomini e delle donne di un tempo, ma che si riflettono anche nell’umanità di oggi.

In gioco c’è la libertà che è data all’uomo per potere scegliere il bene e il male, la vita e la morte e tale libertà è un dono grande, che Dio ci ha dato per dimostrarci il suo amore, sin dall’inizio della creazione. Purtroppo tale dono non è sempre stato usato bene, così che l’uomo è diventato schiavo di se stesso e delle sue passioni inique.

Dio, però, è sempre intervenuto per ridare nuove possibilità di riscatto all’umanità, poiché Egli è il Signore della vita e non può rinnegare se stesso.

La prima lettura di questa domenica ci presenta il fatto del diluvio universale e la rinascita del mondo attraverso la figura di “Noè, uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei, che camminava con Dio”.

Gesù, nel Vangelo di Luca, richiama la vicenda di Noè, insieme a quella di Lot, anch’egli uomo giusto salvato dalla distruzione di Sodoma, affermando che ci sarà un momento finale della storia, “quando si manifesterà il Figlio dell’uomo. Chi cercherà di salvare la propria vita, la
perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva”. Qui sta la verità della nostra esistenza, dove perdere la propria vita significa avere il coraggio di fare spazio a Dio rinunciando a ripiegarci su noi stessi dimenticando che la nostra vita trova la sua pienezza nell’abbandonare se stessi per lasciarsi abbracciare da Colui che è la vera Vita, il Signore Dio.

Dobbiamo diventare, come dice san Paolo nella lettera ai Galati, sempre più degli esseri spirituali, guidati nel nostro cammino dallo Spirito Santo, che ci suggerisce ciò che dobbiamo essere e fare, per produrre frutti di bene. Paolo dà a tali frutti un nome: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Appartenere a Cristo, essere cristiani, porta a camminare nello Spirito senza alcuna paura e con una gioia che supera ogni gioia terrena, rasentando la beatitudine divina, costruendo il mondo nuovo che Gesù ha iniziato e che non sarà più distrutto, perché è il regno di Dio.

Intercedano per noi i Santi Pietro e Paolo, i quali hanno sperimentato che cosa significhi essere discepoli di Gesù lasciandosi guidare dal suo Spirito”.

Per consultare integralmente l’ultimo numero dell’informatore comunitario “Oltre l’apparenza”, cliccare qui.

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