Varese | 26 Giugno 2020

Ospedale di Circolo, Ortopedia: meno urgenze durante il periodo Covid, ma tempi nella norma

Dopo le riaperture aumentati i traumi scheletrici legati in particolare a incidenti stradali. Da luglio riprende attività operatoria non urgente a Varese e Cittiglio

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Nei mesi scorsi anche il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Circolo, diretto dal Professor Fabio D’Angelo, ha dovuto fare i conti con la ridotta disponibilità di sale operatorie che, in gran parte, sono state trasformate in terapie intensive per ospitare i pazienti gravi affetti da coronavirus.

Durante il periodo di lockdown il numero complessivo dei pazienti ortopedici è fortemente diminuito, sia per il rinvio degli interventi non urgenti sia per la drastica diminuzione dei traumi da circolazione stradale, scesi dell’85%. Nel complesso gli interventi ortopedici effettuati a Varese, nel periodo di massima allerta Covid, sono scesi dai 389 del bimestre marzo-aprile 2019 ai 124 di quest’anno.

“Considerando però i soli interventi in urgenza – precisa il professor D’Angelo – la diminuzione è limitata al 30% (da 178 a 124) a riprova che il reparto ha comunque garantito la piena assistenza ai traumatizzati gravi anche ai fratturati del collo del femore che sono stati 46, un numero quasi pari all’anno scorso. Nonostante le oggettive limitazioni alla fruibilità delle strutture ospedaliere in questo periodo, il numero di pazienti operati per frattura del femore entro le 48 ore dal ricovero è rimasto nei limiti previsti dal Ministero”.

Nel periodo emergenziale sono aumentati i traumi scheletrici maggiori, dal momento che sono stati dirottati sull’hub varesino da tutti gli altri presidi: questo ha portato a un incremento importante di pazienti politraumatizzati che necessitavano di interventi plurimi per stabilizzare le lesioni scheletriche. L’incremento maggiore è stato riscontrato per le fratture del bacino che, in questi tre mesi, hanno raggiunto il numero complessivo di interventi effettuati nel corso dell’intero 2019.

“Nelle ultime settimane – osserva ancora il professor D’Angelo – i traumi scheletrici maggiori sembrano risentire della progressiva riapertura dopo il lockdown. Pur non avendo ancora dati numerici precisi successivi alla riapertura delle attività, l’impressione che si ricava è quella di un costante e progressivo aumento di pazienti ricoverati con fratture ad alta energia legate all’incremento dei traumi stradali e più in generale alla voglia per così dire di riprendersi la propria vita”.

A partire dal mese di luglio riprenderà, in maniera graduale, l’attività operatoria non urgente sia all’Ospedale di Circolo di Varese sia al Presidio Ospedaliero di Cittiglio, a partire dalle patologie più invalidanti, sulla scorta delle linee guida regionali sulla Fase 2.

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