Canton Ticino | 16 Giugno 2020

Ticino, Gobbi: “Ancora notevoli criticità sui frontalieri”. Gadda: “Parole inaccettabili”

I deputati Niccolò Invidia e Giovanni Currò (M5S): "Attenzione costante verso accordo che protegga loro e l'economia". Oggi incontro tra Di Maio e Cassis a Ligornetto

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Nella mattinata di oggi il Ministro degli Esteri Luigi di Maio si è recato in Canton Ticino, dove, al valico di Chiasso-Brogeda, ha incontrato il suo omologo Ignazio Cassis e il Presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi.

Entrambi hanno ringraziato, nei loro discorsi, le Guardie di confine di ambedue i Paesi per l’enorme impegno profuso durante l’emergenza coronavirus.

Nel suo intervento ufficiale presso il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, il Presidente Gobbi ha ricordato i vincoli di collaborazione e amicizia che legano la Svizzera e l’Italia, ponendo però, successivamente, l’attenzione su un tema particolarmente spinoso, ovvero l’accordo sulla fiscalità dei lavoratori transfrontalieri, auspicandone la firma a breve da parte del governo italiano.

Gobbi non ha mancato di sottolineare come la presenza dei 65mila frontalieri che ogni giorno varcano la frontiera per lavorare in Ticino comporti “notevoli criticità in merito alla pressione sul mercato del lavoro locale in termini di dumping salariale, alla concorrenza sleale e al lavoro in nero, alla mobilità transfrontaliera e alla qualità dell’aria”.

Parole che non sono piaciute alla deputata varesina di Italia Viva, Maria Chiara Gadda, che afferma: “Sul rinnovo degli accordi fiscali tra Italia e Confederazione Elvetica, non ci siamo proprio. Se il pensiero del Ticino è quello espresso attraverso le parole del presidente Norman Gobbi, pronunciate oggi in occasione della visita del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, c’è da fermarsi a riflettere prima di proseguire. Le frasi pronunciate da Gobbi sono inaccettabili e denigratorie delle tante professionalità italiane che prestano la loro opera in Ticino”.

“Già settimana scorsa – prosegue – lo scivolone del Presidente di Regione Lombardia Fontana, in evidente in sintonia con Gobbi, ha lasciato sbalorditi tutti i frontalieri e i sindaci. È assurdo anche solo cercare di addossare ai lavoratori italiani, come fa oggi il Presidente Gobbi, la responsabilità per il dumping salariale o peggio ancora per il lavoro nero o addirittura l’inquinamento dell’aria”.

“Esiste certo un tema complesso legato alla mobilità, che vivono anche i nostri comuni di frontiera, ma addebitare questa colpa ai frontalieri è veramente privo di ogni aderenza alla realtà. Se si vuole uscire dalla becera propaganda anti-italiana ed essere davvero interessati alla sostenibilità economica e ambientale, l’unica via è quella di potenziare i servizi e le infrastrutture a partire da quelle ferroviarie”, continua la parlamentare, che esprime invece un giudizio positivo sull’incontro tra Di Maio e Cassis.

“In un’ottica di leale cooperazione tra Paesi amici la riapertura delle frontiere è un passaggio fondamentale, su cui in molti abbiamo fatto pressione in queste settimane. Sulla revisione degli accordi fiscali tra i due Paesi, invece, è necessario che si apra un serio confronto perché non vi può essere nessun testo condiviso che non parta dal pieno rispetto dei lavoratori transfrontalieri, dall’eliminazione di ogni tipo di discriminazione sul luogo di lavoro, e da un pieno riconoscimento della centralità dei comuni di frontiera”, conclude Gadda.

“Siamo davvero felici delle parole espresse da Cassis e Di Maio oggi a Ligornetto. In primis si è riconosciuto l’ampio lavoro di raccordo svolto durante la crisi covid tra i due governi nella gestione del confine e dell’importanza strategica della cooperazione economica bilaterale, nonostante gli inevitabili disagi subiti dai lavoratori”, affermano i deputati del Movimento 5 Stelle Niccolò Invidia e Giovanni Currò.

“Accogliamo anche con grande favore la volontà del ministro Di Maio di arrivare in futuro ad un altro accordo che sia proficuo per entrambe le parti e che protegga l’interesse dei frontalieri. Come Movimento useremo questo momento per migliorare ulteriormente l’interlocuzione con la Svizzera e con i nostri ministeri competenti. Ci fa piacere che la lega ticinese, cugina della lega Salviniana nostrana sia rimasta delusa, segno che Di Maio ha lavorato bene. Ribadiamo, ora come sempre, la nostra grande attenzione verso i frontalieri ed un futuro accordo che protegga davvero loro e l’economia del territorio salvaguardando gli stessi principi del ’74”, concludono. (Foto di copertina – Pagina Facebook di Luigi di Maio)

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