Stiamo lentamente riprendendo le nostre vecchie abitudini ed uscendo gradualmente dalla fase di chiusura totale. Siamo arrivati al momento dei bilanci e, dopo questa incredibile esperienza che ha stravolto il nostro modo di vivere, non possiamo fare a meno di chiederci che cosa abbiamo imparato e che cosa dobbiamo cambiare nella nostra “normalità”.
Nella Comunità Operosa, la condivisione e la co-progettazione sono gli strumenti che più hanno funzionato in questo periodo ed hanno permesso di fare fronte all’emergenza: in tempi strettissimi tante competenze, appartenenti a diverse realtà, sono state impegnate su varie attività, lavorando duramente e senza sosta, originando ed attuando tre importanti progetti: dapprima il progetto “Adotta una persona”, in collaborazione con la CRI, con i Servizi Sociali del Comune di Luino e di altri Comuni e Parrocchie, che ha permesso di aiutare le persone sole e più fragili nel momento più acuto dell’emergenza, con ascolto, sostegno telefonico e con consegna della spesa.
Poi il progetto “Solidarietà alimentare e lotta allo spreco”, in collaborazione con la COOP e la LIDL di Luino, con l’O.P.A.A.R di Germignaga, la Caritas e la Chiesa Metodista, che ha portato al recupero delle eccedenze alimentari, distribuendole alle famiglie in difficoltà.
Infine il progetto “Piccoli asili familiari diffusi”, che ha creato un ponte tra le famiglie in difficoltà nella gestione dei figli, per via del protrarsi della chiusura delle scuole contestualmente con l’apertura di alcuni luoghi di lavoro, ed i giovani, che hanno messo a disposizione il loro tempo per l’accudimento dei bambini: si è creato così un elenco di nominativi, distribuito sul territorio, denominato “Rete Baby Sitter Alto Verbano”.
La meravigliosa rete di relazioni, costruita nei mesi prima della costituzione della Comunità Operosa, la predisposizione e preparazione delle persone, l’uso di strumenti già attivati e testati, i principi consolidati e la fondamentale componente di passione, creatività ed entusiasmo, tipici del mondo del volontariato, hanno permesso di superare ogni ostacolo, anche quelli più pericolosi del virus, come la burocrazia ed il concetto di riservatezza (la “privacy”), che bloccano ogni tipo di attività e limitano i percorsi, e la “cultura” stagnante che non permette di uscire da quella zona di comfort che porta a rispondere “abbiamo sempre fatto così”.
Tre progetti importanti della Comunità Operosa che si protrarranno nel lungo periodo, realizzati in tempi brevissimi e senza personalismi, con il contributo di tante persone competenti e consapevoli delle difficoltà e dei bisogni del difficile momento.
L’emergenza climatica è l’argomento che maggiormente ha impegnato i laboratori della Comunità Operosa prima dell’avvento del coronavirus e, proprio la crisi ambientale sembra essere responsabile della emergenza sanitaria da coronavirus; molti studi scientifici stanno dimostrando infatti che quello che stiamo vivendo non è altro che un anticipo di ciò che avverrà se non cambiamo i nostri stili di vita.
Nel tentativo di sensibilizzare il più possibile le persone e renderle consapevoli, i giovani della Comunità Operosa stanno continuando, anche in questo periodo, la loro opera per l’ambiente, chiedendo ai Comuni del territorio di approvare la “dichiarazione di emergenza climatica” e la Rete per il Clima del Verbano, di cui la Comunità Operosa è membro fondante, continua il lavoro con scienziati ed esperti per proporre le buone pratiche da attivare nelle nostre comunità.
Questa non è certo la prima crisi che affrontiamo (né sarà l’ultima se continuiamo a comportarci in questo modo) ma una cosa è sicuramente diversa rispetto alle precedenti: per la prima volta il mondo si è completamente fermato, come se Madre Terra ci stesse dicendo che il genere umano ha bisogno di una pausa di riflessione che deve necessariamente portare alla consapevolezza, che ci deve far capire che non esistono confini, che i muri non reggono, che il mancato rispetto della natura e la sua distruzione la porta a ribellarsi contro di noi; dobbiamo riflettere su come abbiamo impegnato il nostro tempo prima dell’arrivo del virus e quale valore gli abbiamo dato.
L’esperienza della Comunità Operosa ci ha fatto capire che l’unico modo per uscire dalle crisi e dalle emergenze, è sviluppare la solidarietà, la condivisione, la difesa del bene comune, il senso di appartenenza a qualcosa di più grande di cui prendersi cura, il sentire che dalle quotidiane azioni dipendono le sorti non solo nostre, ma di una comunità allargata all’intero pianeta.
E’ necessario smettere di dare la caccia alle streghe e di domandarsi di chi è la colpa; ora occorre impegnarsi in attività concrete: lavorare nei laboratori della Comunità, cambiare il nostro modo di acquistare, di consumare, di muoversi, gestire il proprio tempo in maniera più appagante utilizzandolo non solo per arricchirsi ma anche per dedicarci agli altri, all’ambiente, al clima, per approfondire il rapporto con la scienza. In sostanza è necessario cambiare quella “normalità” a cui stiamo per tornare e che è il vero problema.
Fanno parte della Comunità Operosa Alto Verbano: A.GE.VA, AGRISOL, AMICI DI NZONG, ANEMOS LOMBARDIA, A.N.P.I, ASILO MARIUCCIA, ASS. HORTUS, ASS. SOLARIS, AISU VERSO ITACA, BANCA DEL TEMPO, CAST, CHIESA EVANGELICA VALDESE, GIM-TERREdiLAGO, ASS. COSTRUTTORI DI PACE, CRI COMITATO DI LUINO E VALLI, DONNASICURA ONLUS, ASS. LA GRA’, ASS. LE CEPPAIE, LICEO SCIENTIFICO SERENI, INFORMADSA LUINO, ASS. SCOUT LUINO 1, SOMS, I.S.I.S. “CITTA’ DI LUINO – C. VOLONTE’”.
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