Luino | 31 Maggio 2020

Luino, il consueto messaggio di don Sergio nella domenica di Pentecoste

Il prevosto: "La Comunità Pastorale è una realtà che si sta arricchendo, è una Chiesa bella e gioiosa di pregare insieme"

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(don Sergio Zambenetti) Terminiamo con questa domenica il mese di maggio, che il Covid-19 ci ha impedito di vivere comunitariamente con la recita quotidiana del S. Rosario. L’ausilio della radio, della televisione e di internet ha sopperito a questa mancanza dando la possibilità a molti di condividere questa preghiera con chiese e santuari lombardi e italiani.

La Vergine Maria ci accompagna sempre ad accogliere nella nostra vita Gesù con tutti i doni del suo amore così come ha fatto con gli apostoli dopo l’Ascensione stando con loro nel Cenacolo in attesa dello Spirito Santo. Mi sembra bello in questa domenica, solennità di Pentecoste e ultimo giorno del mese di maggio, pensare che la Madonna sia con noi, chiamati a rivivere l’esperienza degli apostoli, i quali, segnati dallo Spirito Santo, si sono fatti testimoni di Gesù fino ai confini del mondo.

Noi, oggi, possiamo affermare che la Pentecoste continua nel tempo, perché lo Spirito Santo viene effuso su ogni battezzato, facendolo entrare nella vita nuova di figlio di Dio e abilitandolo a diventare forte e coraggioso testimone di Cristo, ciascuno secondo la vocazione e i carismi ricevuti per la personale santificazione e per l’utilità comune.

Il soffio dello Spirito Santo è imprevedibile, ma efficace e creativo, sorprendendo per i suoi modi di entrare ed agire nelle persone e nelle situazioni. Se penso alla nostra Comunità Pastorale mi sembra di vederla come una realtà che si sta arricchendo, poiché in essa si esprimono diversità di doni dello Spirito che, messi insieme, realizzano una vitalità straordinaria capace di rendere bella la Chiesa di Cristo nel nostro territorio.

L’ho notato proprio in questi ultimi mesi, quando non potevamo celebrare l’Eucaristia con il popolo presente in chiesa e costretti dalla situazione, ci siamo dati l’appuntamento ogni domenica mattina e nel Triduo pasquale per condividere insieme la liturgia dalla chiesa di Creva attraverso i mezzi di comunicazione. Ho avuto come eco un grande apprezzamento trasversale da parte dei fedeli delle cinque parrocchie della nostra Comunità Pastorale, che non era affatto scontato, perché sarebbero potuti emergere campanilismi, invidie, gelosie e invece si è espressa una Chiesa bella, gioiosa, pur nella precarietà del momento, di pregare insieme.

Avrei altri esempi, in questi due anni di Comunità Pastorale, da citare, ma sarebbero troppi, resta comunque il fatto che, quando si fa qualche cosa nel nome del Signore, avendo per fine la gloria di Dio e l’annuncio del Regno, il risultato è meraviglioso, e questo è opera dello Spirito Santo.

Iniziamo ora il mese di giugno, che la Chiesa dedica alla devozione del Sacro Cuore di Gesù, un cuore che non smette di amare e di effondere grazie su grazie. Forse per qualcuno può sembrare storia di altri tempi, ma è storia che ha sostenuto la fede di generazioni e generazioni di cristiani; passano gli anni, addirittura i secoli, ma la sostanza dell’amore di Gesù non cambia e il suo cuore ne è un segno evidente.

Di solito il mese di giugno dà inizio anche all’oratorio feriale, appuntamento atteso con gioia dai ragazzi/e e dalle famiglie, ma quest’anno, fino a quando scrivo, non sappiamo ancora come lo si potrà e se lo si potrà organizzare, per i motivi legati alle norme imposte riguardanti la prevenzione circa il Covid-19.

Speriamo e preghiamo perché qualcosa si possa portare avanti, il desiderio c’è.

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