Milano | 29 Maggio 2020

Frontalieri e accordo Italia-Svizzera, è bufera in Regione tra maggioranza e opposizione

Divampano le polemiche relative alla lettera inviata da Fontana e Vitta ai rispettivi governi con la richiesta di abrogare gli accordi del 1974 tra Italia e Svizzera

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Dopo le parole di Alessandro Alfieri e Chiara Braga, parlamentari Pd, rispetto alla lettera dei presidenti di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e del Canton Ticino, Christian Vitta, indirizzata ai rispettivi governi, vi è stata la replica dell’assessore regionale Massimo Sertori, che ha spiegato il contenuto della missiva rimandando al mittente le accuse.

Nel corso della serata, però, ieri, si sono susseguiti numerosi interventi non solo provenienti da Regione Lombardia, ma anche da rappresentanti del territorio a Roma. Tra loro anche i consiglieri regionali del Pd, Samuele Astuti e Angelo Orsenigo sono voluti intervenire sulla lettera relativa all’accordo sui ristorni dei frontalieri.

“La risposta dell’assessore Sertori ci lascia assai perplessi, almeno su tre punti. Innanzitutto, non è assolutamente vero che c’era la condivisione di tutti, in quanto i sindacati che erano seduti al tavolo avevano presentato richieste mai prese in considerazione da Canton Ticino e Regione Lombardia e ancora meno sono stati ascoltati i sindaci dei comuni italiani”.

“In secondo luogo, l’assessore spiega che l’accordo del 2015 è stato bloccato dal precedente governo Conte, ma se non è mai stato ratificato lo si deve al lavoro dei nostri parlamentari del territorio che hanno opposto resistenza e frenato un accordo che rischiava di essere penalizzante per i frontalieri”, proseguono i consiglieri regionali. “Infine, perché Regione Lombardia non aveva dato notizia di questa lettera, che è del 30 aprile, se ritiene che sia così positiva e condivisibile? Aspettiamo che l’assessore ci risponda, al più presto, in commissione”, concludono Astuti e Orsenigo.

A sua volta, però, ha preso parola anche la vicepresidente del Consiglio Regionale Francesca Brianza. “Fino a che il nuovo accordo italo-svizzero non era ancora perfezionato, come Regione Lombardia abbiamo in ogni modo chiesto al governo PD, lo stesso PD di Alfieri, di cestinare l’accordo. Non siamo stati ascoltati e il governo nel 2015 l’ha approvato tecnicamente. Ora le ipotesi sono due: o il governo Conte, che Alfieri sostiene, straccia l’accordo e apre una nuova discussione, oppure Regione Lombardia deve far sentire la voce dei nostri frontalieri, delle loro famiglie e dei comuni di frontiera, con i punti che abbiamo sempre sostenuto: mantenere invariata la pressione fiscale sui lavoratori e garantire finanziamenti ai comuni di frontiera in misura almeno equivalente a quella di oggi. Ogni altra interpretazione è falsa e pretestuosa”.

Anche Italia Viva con la deputata varesina Maria Chiara Gadda ha voluto commentare la notizia della lettera in cui Fontana e Vitta chiedono ai rispettivi governi di abrogare gli accordi del 1974 che regolano i rapporti tra i due Paesi e il trattamento fiscale dei frontalieri. “La Lega ha finalmente svelato il suo vero volto. In un colpo solo pugnala i frontalieri nel momento di maggiore difficoltà, e sconfessa anni di federalismo a questo punto solo sbandierato, visto che propone di centralizzare le risorse dei ristorni dei comuni in capo alla Regione. Fontana dia spiegazioni, perché questa lettera sembra scritta in Ticino sotto dettatura”.

Il presidente Fontana, invece di proporre misure sulle quali non c’è nemmeno piena condivisione con i sindaci del territorio, in un momento così drammatico per i nostri lavoratori e per l’economia dei comuni italiani di frontiera, usi piuttosto le sue relazioni per perorare la causa dei tanti italiani che lavorano in Svizzera, che subiscono discriminazioni, e rischiano di rimanere senza lavoro e ammortizzatori sociali. Se Fontana vuole fare gli interessi degli italiani, dei sindaci, dei nostri commercianti, delle nostre imprese e dei frontalieri, sostenga piuttosto l’azione diplomatica del governo italiano sulla riapertura delle frontiere”, aggiunge Gadda.

La Svizzera ha già annunciato la riapertura dei confini con Francia e Germania, ma non ancora con l’Italia, a partire dal 15 giugno. Fontana scriva una lettera chiedendo chiarimenti alla Svizzera su questo visto che i dati epidemiologici italiani e francesi sono simili, anziché firmare documenti che, in barba al federalismo, tolgono di fatto anche l’autonomia ai comuni sui ristorni centralizzando le risorse alla gestione regionale”, conclude la parlamentare di IV.

La lettera firmata dal Presidente Fontana costituisce un vero atto di tradimento nei confronti dei lavoratori frontalieri, per di più in un momento di crisi come questo. Urlando al vento ordini del giorno e provvedimenti senza alcuna efficacia, alla prova dei fatti la Lega svela un altro volto: tradisce i cittadini che in questi anni gli hanno dato fiducia. Affermano di aver ascoltato tutti, dagli stakholders ai rappresentanti sindacali, ma in concreto finiscono per venire meno agli impegni presi nonchè alle posizioni che hanno sempre detto di avere sul tema”. Queste le parole dei deputati lombardi del M5S Niccolò Invidia e Giovanni Currò.

“Dopo questo nuovo tradimento da parte della Lega, che conferma di essere sempre più uguale alla Lega dei ticinesi, noi del Movimento 5 Stelle dimostriamo di essere l’unica forza politica che a fatti tutela l’interesse delle comunità frontaliere. La nostra posizione resta la stessa: salvaguardare l’economia del nostro territorio e non tradire le aspettative e gli impegni presi con i cittadini e lavoratori frontalieri, nel rispetto dei bisogni dei vicini Svizzeri”, concludono i due deputati.

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